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Una frase di Sandro Pertini sul valore della Repubblica

Oggi, 2 giugno, le parole di Sandro Pertini ci invitano a riflettere sul valore della nostra Costituzione, sul sacrificio di tutti coloro che hanno lottato per la nascita della Repubblica

Per celebrare la Festa della Repubblica, oggi 2 giugno, vi proponiamo una frase di Sandro Pertini, tratta dal suo discorso di fine anno agli Italiani del 1979. Una frase che ci invita a riflettere sul valore della Repubblica, sul sacrificio di tutti coloro che hanno lottato per la nascita della Repubblica, perché, come dice Sandro Pertini, nel suo discorso di fine anno: 

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.

Il valore della Repubblica

Era il 1979 quando, nel corso del messaggio di fine anno agli Italiani, Sandro Pertini rivolgeva queste parole ai giovani relative all’importanza di difendere quella conquista straordinaria che è stata la Costituzione italiana. Spesso, infatti, i giovani danno per scontato o non comprendono appieno il significato dei traguardi ottenuti negli anni precedenti da coloro che hanno lottano con tutte le proprie forze, dando anche la propria vita, per la libertà propria e per quella delle future generazioni.

Ecco perché è importante tramandare certi messaggi, riscoprire per i giovani il valore della nostra Costituzione, leggendo gli articoli che la compongono e i libri che raccontano la storia del referendum istituzionale che ha portato gli italiani a scegliere tra monarchia o repubblica.

La Repubblica italiana, come la stessa vita di Sandro Pertini dimostra, è il frutto del sacrificio di italiani, molti dei quali ancora giovani, che hanno lottato e dato la propria vita per il bene dei propri cari e delle future generazioni. Ecco perché, per dirla con le parole dell’ex Presidente della Repubblica, occorre difendere a tutti i costi la nostra Repubblica e la nostra Costituzione, simboli della nostra Italia e dei valori in cui ci riconosciamo.

La nascita della Repubblica

Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale per decidere quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Per la prima volta in una consultazione politica nazionale votavano anche le donne. Risultarono votanti circa 13 milioni di donne e circa 12 milioni di uomini, pari complessivamente all’89,08% degli allora 28 005 449 aventi diritto al voto. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l’Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

La fine della monarchia

La notte fra il 12 e 13 giugno, il presidente Alcide De Gasperi, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di capo provvisorio dello Stato. L’ex re Umberto II lasciò volontariamente il paese il 13 giugno 1946, diretto a Cascais, nel sud del Portogallo, senza nemmeno attendere la definizione dei risultati. Successivamente, i sostenitori della causa monarchica lamentarono azioni di disturbo e brogli elettorali nella consultazione popolare. Subito dopo il referendum non mancarono scontri provocati dai sostenitori della monarchia, durante i quali si verificarono alcune vittime, come ad esempio a Napoli, in via Medina.

Gli uomini per essere liberi di Sandro Pertini

“Gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno”. È questo uno dei passaggi più significativi contenuti nella lettera inedita che apre questa raccolta di testi e scritti di Sandro Pertini. Al centro del pensiero e dell’impegno di Pertini c’è un’idea forte e irrinunciabile di eguaglianza che ha come suo corollario la negazione di ogni privilegio e consorteria.

Il presidente più amato dagli italiani, simbolo per tutti di una nazione possibile e sognata, voleva che l’Italia divenisse una “Repubblica declinata al plurale”. Il libro è curato da Pietro Pierri, vicepresidente della Fondazione Sandro Pertini.

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