Una frase di Eduardo Galeano sulla curiosità della vita

15 Dicembre 2025

Leggiamo assieme questo brevissimo racconto di Eduardo Galeano in cui una curiosa protagonista ritaglia e conserve le parole.

Una frase di Eduardo Galeano sulla curiosità della vita

Nella citazione tratta da Parole in cammino, Eduardo Galeano ci introduce a una delle sue figure più evocative e simboliche: Magda Lemonnier, una donna che ritaglia parole dai giornali e le conserva in scatole di colori diversi. Già in questo gesto si concentra la poetica di Galeano, una poetica fatta di frammenti, di memorie, di piccoli gesti capaci di illuminare verità profonde. Le parole, per Galeano, non sono semplici unità linguistiche: sono creature vive, sono energie che circolano tra gli esseri umani, capaci di custodire emozioni, storie, previsioni. Nell’universo di Eduardo Galeano, fatto di immagini potenti e di schegge di realtà trasformate in mito, il gesto di raccogliere parole diventa una forma di resistenza e di rivelazione.

Magda Lemonnier ritaglia parole dai giornali, parole di tutte le misure, e le conserva in alcune scatole. Nella scatola rosa conserva le parole di rabbia. Nella scatola verde le parole d’amore. Nella scatola azzurra le parole neutrali. Nella scatola gialla le parole tristi. Nella scatola trasparente conserva le parole magiche. Talvolta lei apre le scatole e le rovescia sul tavolo, affinché le parole si mescolino a casaccio. Allora, le parole le raccontano quanto accade e le annunciano quanto accadrà.

Eduardo Galeano e la vita

La scelta dei colori delle scatole non è casuale. La scatola rosa, che contiene le parole di rabbia, richiama l’ambivalenza di un sentimento che spesso nasce dall’amore ferito o dall’ingiustizia subita. Il rosa, di solito associato alla dolcezza, viene qui ribaltato: la rabbia non è necessariamente violenza, ma passione che cerca una via di espressione. La scatola verde per le parole d’amore richiama invece la fertilità, la crescita, la speranza. Il verde è il colore del germogliare, e l’amore, nel mondo narrativo di Eduardo Galeano, non è un sentimentalismo astratto, ma un processo vitale, capace di trasformare chi lo vive.

La scatola azzurra delle parole neutrali porta con sé la placidità del cielo e dell’acqua: un territorio di sospensione, dove le parole non hanno ancora assunto una direzione emotiva precisa. La scatola gialla delle parole tristi illumina invece un paradosso poetico: il giallo, colore del sole, diventa qui colore di una tristezza che, come spesso accade nei testi di Galeano, non è un buco nero, ma un sentimento che espone alla luce la vulnerabilità umana. Infine, la scatola trasparente delle parole magiche suggerisce l’assenza di barriere: la magia non ha colore, non ha confini, non può essere imprigionata. È qualcosa che resta possibile, anche quando tutto sembra perduto.

Ma il gesto più importante di Magda Lemonnier non è il collezionare le parole: è il rovesciare tutte le scatole sul tavolo affinché le parole si mescolino «a casaccio». In questo momento appare una delle idee più care a Eduardo Galeano: l’imprevedibilità creativa del linguaggio. Rovesciare le scatole significa abbandonare il controllo, permettere al caso di costruire nuovi significati. Galeano sa bene che la realtà non procede per ordine e catalogazione; la realtà è un groviglio di traiettorie, di scontri e di incontri inattesi. Mescolare le parole è un atto di libertà, un invito a rompere con i discorsi prestabiliti e a lasciare che emerga qualcosa di nuovo.

Quando le parole vengono sparse sul tavolo, «le raccontano quanto accade e annunciano quanto accadrà». Qui Eduardo Galeano suggerisce un’altra verità fondamentale: il linguaggio non descrive soltanto il mondo, ma lo anticipa, lo costruisce, lo immagina. Le parole, nel loro mescolarsi, diventano oracoli, rivelazioni di ciò che la coscienza ancora non sa. La loro disposizione casuale ricorda la lettura dei tarocchi o l’interpretazione dei segni nella tradizione divinatoria. Ma la profezia galeaniana non è mai soprannaturale: è un atto poetico. Le parole ci parlano perché siamo noi a dare loro significato, e nel farlo ci riveliamo a noi stessi.

Metafora dello scrittore?

Il gesto di Magda Lemonnier può essere letto anche come una metafora del lavoro dello scrittore. Lo scrittore, come lei, raccoglie parole sparse nel mondo, le classifica, le conserva, ma soprattutto le libera, lasciandole combinarsi in modi imprevedibili. La creazione letteraria non è un processo lineare: è un incontro fortuito tra memoria, immaginazione, emozione. In questo senso, le scatole di Magda sono anche le stanze interiori di chi crea: stanze piene di parole che attendono solo di essere chiamate a nuovo ordine.

La dimensione politica delle parole, sempre presente nell’opera di Eduardo Galeano, emerge nel momento in cui la raccolta e la redistribuzione delle parole diventano un gesto di cura verso la realtà. In un mondo che spesso manipola il linguaggio per nascondere le ingiustizie, Magda compie il gesto opposto: raccoglie le parole per restituirle al loro potere originario. Le parole di rabbia denunciano; quelle d’amore ricostruiscono; quelle tristi testimoniano; quelle magiche aprono spiragli di possibilità. Le parole neutrali, invece, ricordano che non tutto deve essere immediatamente interpretato: esiste uno spazio dell’attesa, della sospensione, del “non ancora detto”.

Infine, l’atto di ascoltare le parole rappresenta un invito alla riflessione profonda. Magda non parla: ascolta. E nel farlo ci mostra che il linguaggio non è soltanto un mezzo per comunicare, ma un luogo da abitare, un compagno di viaggio. Le parole hanno una vita propria, una storia, una direzione. Rivelano la nostra interiorità e ci collegano agli altri. Il gesto semplice e poetico di rovesciare le scatole è un atto di fiducia nel potere narrativo dell’esistenza: un credere che la realtà possa essere letta e riletta, che ogni vita possa essere riscritta, che da un ammasso di segni possa emergere una storia nuova.

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