Ci sono frasi bellissime ed emozionanti, che devono la loro fortuna e diffusione anche al loro autore. Tuttavia, a volte il “successo” di un aforisma è frutto di una falsa attribuzione che, complice il vasto mondo della rete e dei social, si diffonde così da diventare verosimilmente attribuibile all’autore a cui tale frase viene accostata. E’ questo il caso del seguente aforisma che spesso viene attribuito a Dante Alighieri.
“Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”
È una citazione che scalda il cuore, evoca immagini di purezza e bellezza assoluta, e compare puntualmente su alcuni siti o sotto i post di qualche appassionato di letteratura. Abbiamo chiesto ad una serie di esperti del Sommo Poeta se è corretto o no attribuirgli questa citazione.
L’aforisma attribuito a Dante
L’aforisma è molto diffuso su internet ed è presente con questa attribuzione in tutti i principali siti di aforismi e citazioni. Addirittura, in passato ci sono state trasmissioni televisive che hanno citato tale aforisma con la falsa attribuzione al Sommo Poeta. Purtroppo, nessuna delle fonti sopracitate riportano l’opera da cui sarebbe tratta questa.
Perché la frase non appartiene al Sommo Poeta
Chiunque abbia sfogliato la “Divina Commedia” o la “Vita Nova” avverte subito una stonatura. Sebbene Dante tratti temi sublimi, il suo linguaggio e la sua cosmologia sono profondamente medievali, tecnici e rigorosi. Innanzi tutto lo stile: Dante non usa mai un tono così “sentimentale” o zuccheroso in stile ottocentesco.
Inoltre, ci conosce il sommo Porta sa che per Dante il Paradiso non è un luogo da cui sono “rimasti dei pezzi” sulla Terra come souvenir. Il mondo terreno è un riflesso della gloria divina, ma la concezione di “bambini, fiori e stelle” come residui fisici dell’Eden appartiene a una sensibilità molto più moderna (e romantica).
Allora perché si continua ancora a sbagliare l’attribuzione della frase? Semplice: si tratta del classico fenomeno noto come “effetto alone”, per cui si tende ad attribuire frasi profonde o poetiche a figure di immenso prestigio per dare loro maggiore autorevolezza: se la frase la scrive un utente anonimo, è un bel pensiero, mentre se la scrive Dante Alighieri, diventa una verità universale sulla condizione umana.
Inoltre, l’accostamento tra Dante e le “stelle” è facile: dopotutto, tutte e tre le cantiche della Commedia terminano con la parola “stelle”. Questo legame mnemonico spinge il pubblico a credere che ogni frase poetica che contenga astri e paradiso porti la firma del Ghibellin Fuggiasco.
Analisi delle opere di Dante
Alcuni siti si sono “lanciati” nel riportare la presenza dell’aforisma “Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini” all’interno dal Canto V, vv.74-75 del Paradiso. Controllando, però, non si nota la presenza di questi versi non solo in quel canto, ma in tutta la Divina Commedia. Oltre alla Commedia, è possibile esaminare anche altre opere di Dante come Convivio, Epistole, Monarchia per accorgersi che non esista nessuna frase o passaggio che si avvicini anche lontanamente alla citazione che viene attribuita a Dante. Quindi, da una ricognizione sul corpus testuale Dantesco emerge che questa frase non c’è in nessuna sua opera.
La sentenza finale: a chi appartiene questa frase?
La citazione è attribuita a Dante Alighieri per un errore di sovrapposizione, ma la fonte più probabile e accreditata è Dante Giudici o, ancora più plausibilmente, è una rielaborazione di pensieri espressi da autori del XIX secolo come Victor Hugo o legati alla letteratura pedagogica dell’Ottocento.
Tuttavia, la ricerca filologica punta spesso verso Dante Sesia, un autore minore, o più semplicemente si tratta di una di quelle “citazioni apocrife” che, una volta attribuite a un gigante, diventano virali e impossibili da sradicare.
Un’ultima curiosità: la falsa attribuzione al Sommo Poeta di questa frase non è una questione solamente italiana: la frase si trova in qualche sito anche in lingua inglese, sempre con attribuzione a Dante Alighieri:
“Three are the things still left in paradise: stars, flowers and children”.
Della stessa frase esiste pure una versione ancora più “poetica”:
“Three things remain with us from paradise: stars at night, flowers during the day and the eyes of children”.
Versione italiana o straniera, la sentenza definitiva resta la stessa: l’attribuzione di questa frase a Dante è una bufala.
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