FOTOGRAFIE - Le fotogiornaliste del National Geographic raccontano il XXI secolo

”Women of Vision”, le fotografe del National Geographic raccontano il mondo

Inaugura oggi la tappa italiana del progetto internazionale ''Women of Vision: National Geographic Photographers on Assignment'', tributo allo spirito e all'ambizione delle giornaliste del National Geographic che attraverso...

Inaugura oggi a Palazzo Madama di Torino la mostra ”Women of Vision” , donne che attraverso la fotografia hanno raccontato e raccontano altre donne. Le 11 voci narranti sono infatti giornaliste del National Geographic, che in questi anni hanno collezionato frammenti di vita quotidiana provenienti da ogni parte del mondo, dall’Iraq al Venezuela

MILANO – Inaugura oggi la tappa italiana del progetto internazionale ”Women of Vision: National Geographic Photographers on Assignment”, tributo allo spirito e all’ambizione delle giornaliste del National Geographic che attraverso l’uso sapiente dell’obiettivo fotografico, hanno scattato immagini ricche di suggestione ed emozioni. Cosa vuol dire vivere nel XXI secolo? Le quasi 100 immagini espostea Palazzo Madama a Torino cercano di spiegarcelo, soprattutto attraverso la condizione dell’esser donna.

LE PROTAGONISTE – Negli ultimi 125 anni National Geographic ha documentato il mondo con immagini in grado di catturare l’anima di una storia al di là delle parole scritte sulle pagine. Alcune tra le più suggestive narrazioni prodotte negli ultimi dieci anni appartengono a una generazione di donne fotogiornaliste molto differenti tra loro, così come differenti sono i luoghi e i soggetti che hanno documentato. Le 11 fotografe sono: Maggie Steber, Kitra Cahana, Beverly Joubert, Jodi Cobb, Stephane Sinclair, Erika Larsen, Lynsey Addario, Lynn Johnson, Carolyn Drake, Amy Toensing, Diane Cook. Particolarmente degni di nota sono gli scatti di Jodi Cobb (Giappone, India ma anche Papua Nuova Guinea), che da trent’anni lavora al National Geographic, pioniera del genere femminile nel fotogiornalismo. Oppure il lavoro del 2011 di Erika Larsen sulle popolazioni Sami nel Circolo Artico, durato quasi 4 anni; o ancora i progetti di Maggie Steber che dal 1980, nonostante le minacce di morte, continua a fotografare Haiti e le sue genti.

25 ottobre 2014

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