Quando la fotografia legge la contemporaneità. Al Festival Internazionale di Roma si parla di lavoro

Il Festival Internazionale di Roma, che aprirà le sue porte al pubblico venerdì 21 settembre, è solo la degna conclusione di un percorso ricco di iniziative, che da gennaio 2012 ha reso il MACRO luogo di riferimento per tutte le realtà di fotografia attive in città...
Dal 21 settembre al 28 ottobre 2012, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta FOTOGRAFIA, Festival Internazionale di Roma, a cura di Marco Delogu. L’inaugurazione si terrà giovedì 20 settembre, alle ore 19.00.

MILANO – Il Festival Internazionale di Roma, che aprirà le sue porte al pubblico venerdì 21 settembre, è solo la degna conclusione di un percorso ricco di iniziative, che da gennaio 2012 ha reso il MACRO luogo di riferimento per tutte le realtà di fotografia attive in città. L’inaugurazione di giovedì 20 settembre darà il via a questa 11esima edizione di FOTOGRAFIA, il cui tema sarà il lavoro, che verrà trattato con l’allestimento di mostre, talk, concorsi, letture di portfolio e workshop, presso il MACRO Testaccio, sede espositiva principale per il terzo anno consecutivo. L’11esima edizione vedrà anche il coinvolgimento dell’intera città e di quella rete di accademie di cultura straniera, spazi istituzionali e gallerie private con i quali il Festival da anni dialoga, costruendo sempre più un vero e proprio circuito di spazi a Roma dedicati alla fotografia contemporanea. Ricchissimo il programma di questa edizione con oltre 70 mostre e appuntamenti che vedranno la partecipazione di 180 fotografi e l’esposizione di più di 2000 fotografie.

IL FESTIVAL – Anche quest’anno Fotografia propone un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo con un festival diffuso tutto l’anno, la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un’attenzione sempre più concreta alle produzioni originali. In questi mesi molti sono stati gli appuntamenti di avvicinamento al Festival vero e proprio, dagli “Incontri di fotografia”, che hanno visto fotografi di fama internazionale incontrare il pubblico; alla mostra “FOTOGRAFIA in collezione”, con il primo nucleo della nuova collezione fotografica del MACRO; alla residenza del grande fotografo Anders Petersen per il suo progetto in mostra al Festival. A sette anni dalla sua “Rome Commission”, Petersen ritorna a lavorare sulla città di Roma, realizzando un nuovo diario, dal titolo “Rome, a diary 2012”, di cui verranno esposte trenta fotografie, accanto a dieci immagini del lavoro precedente del 2005. La mostra, curata da Marco Delogu, sarà in programma al MACRO dal 20 settembre al 28 ottobre 2012.

IL TEMA – Tema di questa 11esima edizione è il lavoro. Il Festival sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento, ma oggi più che mai di grande attualità, e lo rilancia con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia. Come si è modificata la “visione” del lavoro nel Novecento, spesso anche mitologica, piena di fatica fisica e grandi masse? E come in molti casi resiste accanto a lavori più sofisticati, spesso solitari, tecnologici e spesso difficili da trasformare in immagini? E come si sposano visioni vecchie e nuove? Nelle risposte a tali domande, forse, si nasconde un quadro complessivo del mondo e della fotografia, ancora oggi considerata uno degli strumenti più efficaci per l’analisi della società contemporanea e dei suoi linguaggi. Per iniziare il curatore Marco Delogu propone “Camera Work”, una collettiva che riunirà intorno al tema del Festival i lavori di fotografi internazionali quali Roger Ballen, Yto Barrada, Claire Chevrier, Raphaël Dallaporta, Joseph Koudelka, Chris Killip, Fosco Maraini, Edgar Martins, Nina Poppe, Simon Roberts, Lars Tunbjörk  e Florian van Roekel. Per lo sguardo particolare rivolto alla comparazione tra le modalità rappresentative del passato e quelle contemporanee, si segnala invece “I mondi dei lavori perduti”. Questa mostra sul lavoro delle pescatrici Ama giapponesi, mette a confronto le immagini di Fosco Maraini (nel centenario della sua nascita) e le fotografie contemporanee della giovane tedesca Nina Poppe, che insieme hanno catturato in periodi storici diversi le immagini di queste donne-sirena specializzate nella ricerca di perle, nella pesca di crostacei e molluschi, che ancora oggi affrontano il fondo marino senza l’ausilio di bombole d’ossigeno, ma solo con una semplice muta, talvolta improvvisata, e supportate dall’esperienza tramandata dalle passate generazioni.

17 settembre 2012

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