Philippe Halsman, maestro del ritratto

Philippe Halsman è uno tra i più grandi maestri della fotografia del XX secolo. E' noto soprattutto per i suoi ritratti a volti noti della cultura, della storia dell’arte e del cinema del XX secolo, primo su tutti il pittore Salvador Dalì...

Amante della sperimentazione ed inventore di tecniche innovative come il “jumping style”, Halsman ha immortalato nei suoi ritratti i più importanti protagonisti della storia dell’arte, del cinema e della cultura del XX secolo

MILANO – Philippe Halsman è uno tra i più grandi maestri della fotografia del XX secolo. E’ noto soprattutto per i suoi ritratti a volti noti della cultura, della storia dell’arte e del cinema del XX secolo, primo su tutti il pittore Salvador Dalì, suo intimo amico. Amante dell’emozione allo stato puro, Halsman inventò la tecnica del “jumping style” o “jumpology”, che consisteva nel ritrarre il suo soggetto mentre saltava, di modo che non fosse in grado di controllare l’espressione del viso.

PHILIPPE HALSMAN – Philippe Halsman nacque a  Riga da una famiglia ebrea. Il  padre era un dentista e la madre preside di liceo. Halsman studiò ingegneria elettrica a Dresda. Nel settembre del 1928, durante il viaggio, il padre morì per gravi ferite alla testa, in circostanze mai completamente chiarite e Halsman venne condannato a 4 anni di reclusione. Il caso venne sfruttato dalla propaganda anti-ebraica, arrivando alla ribalta internazionale, tanto che Albert Einstein e Thomas Mann scrissero a sostegno del fotografo. Venne rilasciato nel 1931, a condizione di lasciare l’Austria. Si trasferì in Francia, dove cominciò l’attività di fotografo per riviste di moda del calibro di Vogue, guadagnandosi una reputazione soprattutto per  ritratti caratterizzati da immagini nitide e scure, che evitavano il vecchio “soft focus look”. Quando la Francia venne invasa dai nazisti nel maggio del 1940, Halsman fuggì a Marsiglia, riuscendo ad ottenere un visto per gli Stati Uniti grazie all’aiuto di Albert Einstein, che qualche anno dopo sarebbe diventato soggetto dei suoi scatti. Negli Stati Uniti ottenne fama mondiale, arrivando a realizzare più di cento copertine per la nota rivista Life. Nel  1958 fu considerato fra i World’s Ten Greatest Photographers dalla rivista Popular Photography e nel  1975 ricevette il premio Life Achievement in Photography Award della American Society of Magazine Photographers.

LA FOTOGRFIA – Attraverso le immagini di Halsman i volti dei personaggi famosi non venivano immortalati soltanto come  fedele testimonianza storica, ma rappresentavano un momento vero,  rappresentazione di un aspetto interiore rubato al soggetto. Amico di Salvador Dalì, il fotografo divenne noto anche per una serie di foto surrealiste. L’innovazione artistica di Halsman  consisteva nel creare situazioni di luce sorprendenti,  ricercare angolazioni particolari, porre i soggetti davanti a pareti bianche o scure al fine di esaltarne i tratti somatici.


RITRATTI INNOVATIVI
– La sua opera si caratterizza per un lavoro creativo e ingegnoso che sia affianca sempre alla ricerca di situazioni divertenti ed originali. Halsman inventò la tecnica del “jumping style” o “jumpology” ovvero l’arte di  ritrarre una persona saltando, evitando così che il modello potesse controllare l’espressione del viso. Grazie a questa tecnica il fotografo riusciva a creare immagini spontanee e naturali, rappresentando aspetti esteriori ed intimi, nel tentativo di mettere a nudo l’anima. Ogni ritratto a firma di Halsman è studiato e contestualizzato, e si nota in particolar modo sulle complesse costruzioni e composizioni sceniche di cui era protagonista il grande Dalì. Anche Marylin Monroe, soggetto molto amato da Halsman, venne ritratta quasi sempre con inquadrature frontali, raffigurata nella sua bellezza, permettendole così di rimanere icona immortale e mito nella storia.

25 luglio 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti