Mostra SINE DIE

100 fotografi raccontato il mondo ai tempi del Coronavirus

Fino al 4 ottobre il Palazzo della Cultura della città di Catania ospiterà 122 immagini del tempo sospeso vissuto durante l'emergenza Coronavirus
100 fotografi raccontato il mondo ai tempi del Coronavirus

Ripercorre attraverso lo sguardo di oltre 100 autori le complesse dinamiche sociali che il mondo sta vivendo quotidianamente al tempo del Coronavirus. Nasce così la mostra SINE DIE, promossa e realizzata dalla Fondazione OELLE Mediterraneo antico e co-organizzata dal Comune di Catania nelle sale del Palazzo della Cultura. 

L’esposizione è stata fortemente voluta da Ornella Laneri (Presidente Fondazione OELLE Mediterraneo antico). La mostra vuole supportare, con un progetto unico e internazionale, la città etnea privata di offerte culturali dall’emergenza sanitaria in atto dovuta al Coronavirus. 

Il titolo del progetto

SINE DIE è una locuzione latina traducibile come senza fissare il giorno (letteralmente senza giorno). L’idea di non conoscere una scadenza, di non avere un termine chiaro di paragone e di fine del fenomeno pandemico in atto, ha fatto letteralmente impazzire una larga fascia della popolazione. L’uomo ha dovuto prendere atto della sua fragilità. Questo è il senso del nome dato al progetto, dalla piattaforma online alla mostra.

ERIKA ALLIA NELLO SPECCHIO 2020
ERIKA ALLIA
NELLO SPECCHIO
2020

La piattaforma online

La piattaforma online SINE DIE, ideata e realizzata dalla Fondazione OELLE Mediterraneo antico in pieno lockdown, ha cominciato a raccogliere e a selezionare fotografie e scritti brevi, con lo scopo di costituire un archivio della memoria di questo periodo epocale. L’archiviazione della memoria contraddistingue il lavoro della Fondazione OELLE fin dalla sua costituzione.

L’Arte ha risposto all’invito e ne è nata una comunità spontanea ed entusiasta. Hanno lavorato insieme maestri acclarati e giovani artisti, filosofi e scrittori, medici, studenti, e molta gente comune. Tutti insieme hanno voluto contribuire con il loro progetto a raccontare il mondo e la loro quotidianità ai tempi della pandemia. Per non dimenticare. “Tutti hanno affrontato, attraverso il linguaggio della fotografia e della parola – sottolinea Carmelo Nicosia, direttore della Fondazione OELLE Mediterraneo antico e curatore della mostra – le complesse dinamiche sociali, al tempo del Coronavirus.” 

ELISA CROSTELLA "ORIZZONTE" 2020
ELISA CROSTELLA
“ORIZZONTE”
2020

La piattaforma SINE DIE cesserà di raccogliere testimonianze fotografiche e testuali il giorno in cui il Ministero della Salute comunicherà l’inizio della distribuzione del vaccino per il Coronavirus. Da quel momento la piattaforma si trasformerà in archivio storico a eterna memoria di un passaggio epocale per l’umanità.

La mostra

Stampate in formato 50×70 cm e ciascuna abbinata a un testo dell’autore, le 122 fotografie selezionate in mostra si susseguono nelle sale del Palazzo della Cultura di Catania tra immagini iconiche ed emozionanti. A partire dalla testimonianza da Bergamo di Mario Cresci (Chiavari, 1942), un maestro che la fotografia l’ha reinventata, elevandola al rango di arte visiva. Fino ad arrivare allo scatto di Michael Christopher Brown (Skagit Valley, Washington, 1978), il famoso fotoreporter americano per National Geographic, Time, New York Times Magazine.

La realtà durante il Coronavirus

Ogni autore in è in mostra con una fotografia e un proprio scritto (una poesia, un pensiero, un saggio breve), entrambi scaturiti dal tempo per la riflessione che ha portato con sé il lockdown dovuto al Coronavirus. Con esiti sorprendenti, gli autori coinvolti (molti artisti professionisti) hanno prodotto dei lavori fuori dai tradizionali schemi. Essi durante il Coronavirus hanno fatto ricorso a sperimentazioni dagli esiti sorprendenti. Il tutto con uno sguardo obliquo sull’attualità stra-ordinaria che stiamo vivendo. “Paradossalmente i lavori più ordinati li hanno prodotti gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, invitati nella sezione Academy Young”, dichiara Carmelo Nicosia.

La scelta di esporre fotografie e testi intende sottolineare lo stretto legame che intercorre, sin dalla loro invenzione, tra questi due linguaggi. Un grande esempio, al riguardo, fu offerto dal grande fotografo e regista Robert Louis Frank (1924-2019), con opere memorabili nelle quali il segno e la parola determinavano nella fotografia un flusso spazio-temporale assolutamente tipico di quella sua generazione.

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