In occasione dell'anniversario di nascita di Man Ray

Man Ray, l’artista che fotografava l’anima delle cose senza macchina fotografica

Nel 1890, a Filadelfia, nasceva Emmanuel Radnitsky , in arte Man Ray, pittore, fotografo e regista statunitense esponente del Dadaismo. Cresciuto a New York, insieme con le due sorelle e il fratello, nel quartiere Williamsburg di Brooklyn....

Oggi, tra i tanti personaggi da ricordare nei nostri anniversari, c’è anche l’artista poliedrico Emmanuel Radnitsky, meglio conosciuto come Man Ray ”l’uomo raggio”, massimo esponente del Dadaismo

MILANO – Nel 1890, a Filadelfia, nasceva Emmanuel Radnitsky , in arte Man Ray, pittore, fotografo e regista statunitense esponente del Dadaismo.  Cresciuto a New York, insieme con le due sorelle e il fratello, nel quartiere Williamsburg di Brooklyn, decide di allontanarsi dal mestiere dei genitori, impegnati nell’industria tessile, pur mostrando una notevole abilità manuale nel corso della sua infanzia. Dopo aver completato la scuola superiore presso la Boys’ High School di Brooklyn, sceglie di dedicarsi all’arte, rifiutando così la borsa di studio in architettura che gli spetterebbe. Nella Grande Mela lavora, quindi, come grafico e disegnatore a partire dal 1908.

L’ARTISTA – Prima della fotografia, la sua vera passione era stata la pittura, influenzata dall’incontro con l’avanguardia americana. Nel 1921, Emmanuel arriva a Parigi, l’amico Duchamp lo introduce al gruppo dadaista e il suo nome cambierà in Man Ray (uomo raggio), adeguandosi all’immaginario dell’avanguardia parigina. Il suo motto diventa: ‘Non esiste essere avanti rispetto ai tempi: i tempi sono sempre indietro’. Nascono, così, il metronomo e i rayograph, una scoperta casuale che lo porterà alla fama. Così Man Ray riuscirà a fotografare l’anima delle cose senza usare la macchina fotografica, posizionando l’oggetto tra la fonte luminosa e la carta sensibile.

DADAISMO – Insieme con Duchamp, Man Ray dà vita al ramo statunitense del movimento Dada, sviluppatosi in Europa in segno di radicale rifiuto rispetto all’arte tradizionale: il tentativo, tuttavia, si rivela fallimentare, al punto da spingere Ray a sostenere, dopo la pubblicazione nel 1920 di un solo numero di ‘New York Dada’, che in quella città ‘il Dada non può vivere’. Quell’anno, quindi, l’artista si sposta a Parigi, al seguito dell’amico Duchamp, che gli fa conoscere alcuni degli artisti francesi più importanti, compreso André Breton. Man Ray in Europa conosce un successo inatteso grazie alla sua attività di fotografo, specialmente in virtù delle sue abilità di ritrattista.

LA SCOPERTA DELLE RAYOGRAFIE – I personaggi di spicco della capitale francese frequentano il suo studio, e davanti alla sua macchina posano artisti come Jean Cocteau, Gertrude Stein e James Joyce. Nel 1922 Emmanuel produce i cosiddetti rayographs, cioè i suoi primi fotogrammi (una rayografia, in pratica, è un’immagine fotografica che si ottiene poggiando direttamente sulla carta sensibile gli oggetti). I rayographs, per altro, nascono in maniera abbastanza casuale: un giorno Man, intento a sviluppare in camera oscura alcune fotografie, nota che un foglio di carta vergine è finito tra gli altri: appoggia, quindi, alcuni oggetti di vetro sul foglio a mollo, e dopo aver acceso la luce vede delle immagini deformate, come se fossero in rilievo.

FOTOGRAFO SURREALISTA – Man Ray nel 1924 diventa il primo fotografo surrealista: in quegli anni alterna il lavoro come fotografo di moda per ‘Vogue’ alla ricerca artistica; si innamora, inoltre, di Alice Prin, cioè la cantante francese Kiki de Montparnasse, che nel giro di poco tempo diventa la sua modella prediletta. Autore di ‘Retour à la raison’, film d’avanguardia del 1923, viene rappresentato insieme con Joan Miró, Max Ernst, Pablo Picasso, André Masson e Jean Arp nella prima esposizione surrealista tenuta a Parigi alla galleria Pierre. Continua, inoltre, a lavorare come regista: nel 1925 dirige con Marcel Duchamp ‘Anemic cinema’, mentre all’anno successivo risale ‘Emak-bakia’. ‘L’etoile de mer’, del 1928, e ‘Le mysteres du chateau de dé’, dell’anno seguente, sono altre pellicole ritenute anticipatrici del cinema surrealista.

 

27 agosto 2014

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