Magnum Photos, da 65 anni testimoni indipendenti della realtà attraverso la fotografia d’autore

Essere testimoni della realtà in modo chiaro ed indipendente, tutelando le opere dei propri artisti e garantendo la trasparenza d'informazione. E' questa la filosofia che da 65 anni accompagna la Magum Photos, una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo. Giorgio Psacharopulo, CEO di Magnum Photos, spiega come l'agenzia abbia raccolto intorno a sé molti dei migliori fotografi del palcoscenico internazionale...

Giorgio Psacharopulo, CEO di Magnum Photos, spiega quali sono le peculiarità che hanno permesso all’agenzia fotografica di contare al suo interno i migliori artisti del palcoscenico mondiale

MILANO – Essere testimoni della realtà in modo chiaro ed indipendente, tutelando le opere dei propri artisti e garantendo la trasparenza d’informazione. E’ questa la filosofia che da 65 anni accompagna la Magum Photos, una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo. Giorgio Psacharopulo, CEO di Magnum Photos, spiega come, grazie a questa politica incentrata sulla tutela del fotografo, sia legalmente che professionalmente, l’agenzia Magnum abbia raccolto intorno a sé molti dei migliori fotografi, permettendogli di esprimere il personale significato di fotografia e il loro rapporto con il mondo documentato.

Con quale lo scopo è nata l’agenzia fotografica Magnum?
L’agenzia è nata nel 1947, nell’immediato dopoguerra, per iniziativa dei quattro fondatori: Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, David Seymour e George Rodger. La leggenda vuole che, subito dopo la liberazione di Parigi, questi grandi fotografi dell’epoca si siano dati appuntamento in un albergo della città. Dall’incontro venne fuori l’idea di creare una comunità di fotografi che svolgessero in gruppo un lavoro solitamente visto come individuale, attraverso la creazione di una cooperativa che avrebbe permesso di realizzare una base indipendente di produzione, facendo ricorso all’utilizzo dei diritti d’autore sullo sfruttamento della fotografia.

In cosa consiste questo diritto d’autore?
Il fotografo, trascorso un certo periodo temporale, ritorna in possesso della fotografia, in modo tale da poterla rivendere sul mercato secondario e poter avere dei flussi che permettano di finanziare la produzione indipendente. Questo consente agli autori di realizzare, insieme ai lavori assegnati, anche altre attività d’approfondimento e di ricerca, finanziate da queste vendite. Ciò, inoltre, permette agli artisti di scegliere soggetti, temi e orientare la produzione verso uno stile più aderente al proprio.

Quali peculiarità hanno permesso all’agenza di contare al suo interno i migliori fotografi mondiali?
Realizzare da una parte una comunità fotografica, e dall’altra permettere agli artisti di svolgere il lavoro in maniera indipendente, è il motivo principale per cui l’agenzia Magnum viene apprezzata. C’è un risvolto di social responsability, di impegno sul sociale, che è stato uno dei pilastri su cui si è creata e sviluppata l’agenzia, oltre al riconoscimento della valenza storica del presente e alla connotazione artistica dal punto di vista del prodotto fotografico. Anche le comunità artistiche sono un riconoscimento tra i pari, come avviene con i movimenti e le correnti. A differenza di quest’ultimi, che hanno una durata, l’agenzia Magnum porta avanti una certa continuità, passando il testimone tra i vari artisti delle varie epoche. Giunti al 65° anno, siamo la comunità artistica di maggior durata.

Qual è la vostra prerogativa come agenzia fotografica?
Il messaggio principale della nostra agenzia è quello di avere una profondità di proiezione del contenuto fotografico, indipendentemente dalla necessità della fonte. Il nostro scopo è quello di essere testimoni della realtà in modo chiaro ed indipendente. Cambiano i periodi artistici, ma col tempo abbiamo sempre voluto dare una descrizione di come le cose sono, con una notevole importanza da punto di vista del trattamento estetico dell’immagine, sempre allo scopo di dare un’immagine della società e di ciò che avviene nel mondo. La fotografia e l’immagine ti dice quello che sei. La fotografia dice sempre quello che sei, c’è un risvolto sociale e antropologico. I nostri fotografi sono come degli spettatori di capacità intellettuali, imparziali, che trattano il soggetto di cui si stanno occupando, che può essere un Paese oppure una situazione, o che fanno inchieste su ciò che è successo.

 

Come si diventa fotografi per la vostra agenzia?
Nella nostra agenzia non c’è solo l’aspetto di selezione dei fotografi più bravi, ma, come dicevo prima, anche una continuazione dell’attività. Al di là dell’essere un processo lungo e selettivo, entrare a far parte della nostra agenzia rappresenta per l’artista  un riconoscimento del proprio status da parte della comunità fotografica. Dentro il DNA degli artisti c’è la volontà di trasferire nei nuovi il messaggio che Magnum porta avanti. Al nostro interno c’è proprio un aspetto familiare: quando una persona entra nella cooperativa, lo fa in modo indeterminato, a meno che non decida di uscirne. Magnum è una casa che non si abbandona mai completamente.

Quali sono i fotografi che hanno fatto la storia dell’agenzia?
Oltre ai nomi dei quattro fondatori, la nostra agenzia può annoverare al suo interno artisti come Elliott Erwitt, Josef Koudelka, René Burri, ricordato per le fotografie ed i ritratti di Che Guevara, Eve Arnold, Leonard Freed, Philippe Halsman, l’autore delle fotografie surrealiste di Dalì, Steve McCurry, l’autore della “Ragazza afgana”, una delle fotografie più famose al mondo simbolo dei conflitti afgani degli anni ottanta, fotogiornalisti d’inchiesta come Gilles Peress, testimone attraverso i suoi scatti della situazione in Ruanda e nel Burundi, contemporanei come Ferdinando Scianna, il più importante fotografo italiano insieme ad Alex Majoli e Paolo Pellegrin, l’inglese Martin Parr, Jim Goldberg, Alec Soth, fino a dei ventenni diventati già fotografi d’arte importanti come Mikhael Subotzky.

 

27 luglio 2012

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