Luigi Ghirri, una mostra ripercorre la poetica del grande maestro della fotografia

Oltre 300 scatti, soprattutto vintage prints, in una grande antologica per raccontare un maestro indiscusso della fotografia in Italia. E’ la mostra Luigi Ghirri. Pensare per immagini, al MAXXI dal 24 aprile al 27 ottobre, organizzata dal MAXXI Architettura e curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio ...
Dal 24 aprile al 27 ottobre al Museo Maxxi di Roma “Luigi Ghirri. Pensare per immagini” una mostra antologica per celebrare il grande artista
 
MILANO – Oltre 300 scatti, soprattutto vintage prints, in una grande antologica per raccontare un maestro indiscusso della fotografia in Italia. E’ la mostra Luigi Ghirri. Pensare per immagini, al MAXXI dal 24 aprile al 27 ottobre, organizzata dal MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione e curata da Francesca Fabiani, Laura Gasparini e Giuliano Sergio.
 
IL FOTOGRAFO – Luigi Ghirri è una figura fondamentale per la fotografia del secondo Novecento. Ha influenzato profondamente la cultura visiva internazionale, soprattutto grazie alla sua capacità di immaginare l’esercizio della fotografia come accesso al mondo e alle sue rappresentazioni. La sua ricerca si nutre di diversi apporti che lo conducono ad esplorare soggetti e direzioni inedite: la fotografia amatoriale, i montaggi che miscelano realtà e rappresentazione, il quotidiano, i paesaggi, le architetture d’autore e quelle ordinarie. Il mondo, per Ghirri, è uno spettacolo che il fotografo ha il compito di decifrare, interpretare e tradurre. Le sue fotografie ci ricordano oggi che la sua importanza supera di gran lunga la sua fama.
 
LA MOSTRA– Nata dalla collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, che custodisce molti dei documenti originali del suo archivio, la mostra racconta i diversi profili di questa complessa e poliedrica figura di artista. Luigi Ghirri. Pensare per immagini è un percorso nell’opera del fotografo emiliano attraverso i suoi inconfondibili scatti, ma anche menabò di cataloghi, libri della sua biblioteca privata, riviste, recensioni, collezioni di fotografie anonime, cartoline. Sono presenti anche dischi, per raccontare la sua collaborazione con gli artisti concettuali degli anni Settanta, e i suoi rapporti con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla. Un Ghirri non solo fotografo, ma anche editore, curatore, teorico e animatore culturale, in costante dialogo con architetti, musicisti, scrittori e artisti. La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche: Icone, Paesaggi, Architetture,  e invita a ripercorrere le fasi della ricerca artistica di Ghirri. Le icone di quotidiano, i paesaggi come luoghi di attenzione e di affezione e le architetture, da quelle anonime a quelle d’autore. I vintage prints, costituiscono il nucleo centrale della mostra. Ad essi si affianca una ristretta selezione di new prints che offre un ulteriore strumento per lo studio e la comprensione della sua opera. Il percorso di mostra è accompagnato da citazioni da testi di Ghirri, scelte per rivelare la qualità della sua scrittura e guidare il pubblico a comprendere le ricerche dell’autore attraverso le sue stesse parole. Il fotografo organizzò tutti i suoi scatti catalogandoli  per “seri”,  e ripensandoli spesso, modificando le sequenze, utilizzando fotografie nate all’interno di un progetto per riposizionarle in nuovi contesti, a distanza di anni. Il percorso tematico intende dunque far comprendere la logica del lavoro di Ghirri, mettendo in evidenza non soltanto la sua particolare tecnica fotografica ma anche il modo in cui guardava, sceglieva, sistemava e ordinava le fotografie, alla ricerca di un inedito approccio critico al pensare l’immagine, al pensare per immagini. 
 
23 aprile 2013
 
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