Fotografia, veicolo di pace

Le 5 fotografie che meglio rappresentano la pace

Fotografi più o meno conosciuti, che si sono trovati nel posto giusto al momento giusto e che hanno immortalato quell’attimo, oggi diventato un vero e proprio emblema di pace. Immagini più che altro di persone comuni, che con il loro coraggio...

Numerose guerre continuano a sconvolgere il mondo, seminando morte e distruzione. Guerre civili, guerre inter-religiose, guerre tra stati più o meno vicini che nonostante gli appelli lanciati da ogni parte del mondo, non riescono a trovare accordi duraturi. E noi oggi, in un anniversario così tragico, vi proponiamo allora le 5 fotografie che meglio rappresentano la pace

MILANO – Fotografi più o meno conosciuti, che si sono trovati nel posto giusto al momento giusto e che hanno immortalato quell’attimo, oggi diventato un vero e proprio emblema di pace. Immagini più che altro di persone comuni, che con il loro coraggio, hanno dato una svolta alla storia del mondo. Noi vi proponiamo le 5 fotografie che secondo noi rappresentano al meglio il concetto di pace e di fratellanza tra i popoli.

1. IL RIVOLTOSO SCONOSCIUTO DI PIAZZA TIENANMEN

Ancora oggi non si conosce l’identità di quell’uomo, ma questa foto scattata da Jeff Widener ha fatto letteralmente il giro del mondo. Pechino, Piazza Tienanmen, 1889. Siamo in piena rivolta democratica, con milioni di studenti che si riuniscono per protestare contro il regime dittatoriale comunista. E quel Rivoltoso Sconosciuto ebbe il coraggio di opporsi all’ingresso dei carri armati, mettendosi loro davanti per fermarne l’avanzata.

2. ‘I HAVE A DREAM’ DISSE MARTIN LUTHER KING

L’autore è sconosciuto, ma questa foto risale senza dubbio al 28 agosto 1963, quando Martin Luther King fece il suo discorso “I have a dream” davanti al Lincoln Memorial di Washington, al termine di una marcia di protesta per i diritti civili: in esso esprimeva la speranza che un giorno la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi. Questo discorso è sicuramente uno dei più famosi del XX secolo, ed è diventato simbolo della lotta contro il razzismo negli USA.

3. PELÉ E MOORE

Sette anni più tardi, Pelé e Bobby Moore si scambiano le maglie durante i Mondiali del 1970. La foto (Credits:Getty) rappresenta i due calciatori, che a fine partita, si scambiano la divisa in segno di rispetto reciproco, un bianco e un nero che si abbracciano e si congratulano l’un l’altro per l’ottima partita appena giocata. Il Brasile batté l’Inghilterra 1 a 0 ma quest’immagine è impressa nella storia dello sport, ed è divenuta un simbolo dell’anti razzismo e della pace tra i popoli. Alla scomparsa del calciatore inglese, Pelé disse di Moore: «Era un amico, nonché il più grande difensore con cui io abbia giocato contro. La maglia che ha indossato contro di me in quella partita è il mio bene più prezioso. Il mondo ha perso uno dei suoi più grandi giocatori e un gentiluomo d’onore.»

4. LA STRETTA DI MANO TRA ISRAELE E PALESTINA

Sigillata dalla presenza dell’allora Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, anche l’immagine della stretta di mano tra il Primo ministro israeliano Ytzhak Rabin e il Presidente dell’OLP Yasser Arafat, è diventata un simbolo di pace universale. La foto (Credits:Getty) venne scattata il 13 settembre 1993 a Washington (USA) a conclusione degli Accordi di Oslo e a firma della ‘Dichiarazione dei principi’. Con questo documento gli israeliani riconobbero all’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) il diritto di governare su alcuni dei territori occupati; l’OLP da parte sua riconobbe il diritto di Israele a esistere e rinunciò formalmente all’uso della violenza per la creazione di uno stato palestinese. Era la prima volta che i due paesi si riconoscevano come legittimi interlocutori e che i due leader si stringevano la mano in pubblico. 

5. CONTRO LA GUERRA IN VIETNAM

Infine, ecco l’immagine hippie più famosa, quella del “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, scattata da Marc Riboud, noto fotografo francese che entrato in contatto con Henri Cartier-Bresson, a partire dai primi anni Cinquanta, entrò a far parte dell’agenzia Magnum nel 1953. La foto in questione venne scattata a Jan Rose Kasmir (questo il nome della giovane) di fronte al Pentagono a Washington, il 21 ottobre 1967, durante una manifestazione di pacifisti contro il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Guerra del Vietnam. Lo stesso Riboud, commentando la foto, disse: «Ho avuto la sensazione che i soldati avessero più paura di lei rispetto a quanto lei ne avesse delle loro baionette.»

11 settembre 2014

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