Fotografia

“La madre migrante”, la fotografia simbolo che esprime la forza di essere madre

Controversa ed emozionate, "La madre migrante" è diventata una delle immagini più iconiche al mondo. Noi vi raccontiamo la storia incredibile che si cela dietro questo scatto
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Scattata nel 1936 a Nipomo, in California, “La madre migrante” di Dorothea Lange è considerata un’icona della storia della fotografia, un vero e proprio simbolo di cosa significhi essere madri.

La persona ritratta è Florence Owens Thompson, 32 anni, operaia, madre di sette figli. La donna è immortalata nei pressi di un campo di piselli dove era giunta dopo aver viaggiato su un camion con prole e marito per una sosta di manutenzione. Dorothea vide una tenda al cui interno si trovava Florence insieme ai suoi sette figli. Così, incuriosita, si avvicinò a Florence per scattarle una foto. Una foto destinata a diventare una delle immagini più iconiche del mondo.

La madre migrante, simbolo del coraggio delle madri

Quella che immortala Dorothea Lange in “Migrant Mother” è una donna disperata e nostalgica, con il volto scavato da pieghe e rughe nonostante la giovane età. Una donna stanca, una donna che ha combattuto la Grande Depressione e che trova la forza per andare avanti nei suoi figli. Le facce dei bambini sono sepolte nel petto della madre. Sono stanchi e avvolti da panni logori, e il loro unico rifugio è il corpo della mamma. 

La storia dietro la fotografia 

Inizialmente Florence fu contraria alla pubblicazione delle immagini, ma Dorothea Lange la convinse. Le disse che quelle fotografie avrebbero contribuito ad aprire gli occhi su una realtà di sofferenza che interessava migliaia di persone, ogni giorno. Florence accettò e pochi giorni dopo Dorothea fece uscire le fotografie. Entrata nel 1940 nella prima mostra fotografica del MoMA, “La madre migrante” da allora è stata esposta innumerevoli volte, riprodotta su francobolli, rompicapi, copertine di riviste e magliette.

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