Il mondo di Gabriel García Márquez raccontato dalle fotografie di Fausto Giaccone

Raccontare l'universo dove si svolge l'epopea letteraria di José Arcadio Buendia e della sua famiglia, questo il desiderio che anima ''Macondo, il mondo di Gabriel García Márquez'', progetto fotografico di Fausto Giaccone. Gli scatti che compongono questo lavoro sono esposti alla galleria Valeria Bella di Milano...

La mostra “Macondo, il mondo di Gabriel García Márquez” è allestita fino al 28 febbraio 2014 alla Galleria Valeria Bella di Milano

MILANO – Raccontare l’universo dove si svolge l’epopea letteraria di José Arcadio Buendia e della sua famiglia, questo il desiderio che anima “Macondo, il mondo di Gabriel García Márquez”, progetto fotografico di Fausto Giaccone. Gli scatti che compongono questo lavoro sono esposti alla galleria Valeria Bella di Milano, che inaugura la stagione 2014 con la mostra personale dedicata al fotografo.

L’ISPIRAZIONE – Il mondo di Gabriel García Márquez entra nella vita di Giaccone molto presto, precisamente ai tempi del suo servizio militare, e ne diventa, per sua stessa ammissione, il salvagente che gli consente di restare a galla in un periodo difficile. Correvano i turbolenti anni ’70 e García Márquez si imponeva agli occhi del mondo con “Cent’anni di solitudine”, il romanzo che lo rendeva definitivamente autore di fama mondiale, fino alla consacrazione del Nobel per la letteratura, vinto nel 1982.

L’OPERA – Fausto Giaccone realizza il lavoro su Macondo durante tre viaggi in Colombia compiuti tra il 2006 ed il 2010. Colpito dal paese sudamericano conosciuto in precedenti esperienze di lavoro, segue una sorta di richiamo e decide di tornarci per realizzare la sua missione: raccontare il mondo di Macondo, l’ascesa e la caduta del mitico villaggio immaginario di José Arcadio Buendia e della sua famiglia.

RACCONTO DI UMANITA’ – Attraverso strade, fiumi, paesi, campagne e coste, viaggiando su qualsiasi mezzo, Giaccone si inoltra nell’universo dello scrittore colombiano, nei luoghi della sua vita e in quelli dei suoi romanzi, fotografando con un’attrezzatura ridotta al minimo. Ma non realizza un reportage. Piuttosto costruisce e racconta una storia fatta di gente umile ma dignitosa, come i personaggi di Gabo, e il linguaggio che usa è un realismo magico tradotto e materializzato in bellissime immagini in bianco e nero. Macondo e il suo microcosmo per Giaccone non sono che un pretesto per raccontare la splendida storia umana di un universo completo in tutte le sue sfaccettature.

LEGAME SPIRITUALE E ARTISTICO – Per Giaccone, di origine siciliana, si può tranquillamente dire che la Colombia caraibica, la “Costa”, insieme al Portogallo e a Berlino, siano i luoghi dove non solo ha svolto i suoi lavori più significativi, ma ha assimilato linfa ed elementi fondamentali per lo sviluppo del suo essere fotografo, della sua cultura e della sua conoscenza, quasi come se fossero i suoi luoghi d’origine, la sua terra madre.

12 febbraio 2014

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