Gli scatti di Schiller a Marilyn

Il mito di Marylin Monroe immortalato dagli scatti di Lawrence Schiller

Scatti intimi, di momenti privati o back stage dei film più famosi che sono ormai impressi nella memoria di tutti noi. Così le fotografie di Lawrence Schiller raccontano il mito di Marilyn Monroe...

È in mostra alla mc2gallery di Milano fino al 2 maggio ”Marylin & me”, con le fotografie che Schiller scattò alla grande diva

MILANO – Scatti intimi, di momenti privati o back stage dei film più famosi che sono ormai impressi nella memoria di tutti noi. Così le fotografie di Lawrence Schiller raccontano il mito di Marilyn Monroe nella mostra ”Marilyn & me”, allestita alla mc2gallery di Milano fino al prossimo 2 maggio.

MARILYN, IL MITO E LA DONNA – Unico modo, per noi mortali, di farla nostra, ognuno prendendo una sua immagine. Marilyn: il Mito, la Donna, il simbolo e il personaggio che ha reso una generazione pazza di Lei. Una pazzia e un amore che, come ogni Mito, travalica il tempo per arrivare integro all’eterno della memoria delle generazioni future. “Sei già famosa, ora rendi famoso me”. Queste parole il fotografo Lawrence Schiller (1936, Brooklyn) disse alla donna più sensuale, mai esistita. Lei gli rispose con un pizzico d’ironia: “Non essere così presuntuoso. I fotografi sono facili da sostituire”.

LA STORIA DEGLI SCATTI – Le foto furono realizzate dietro le quinte del film che chiuderà la carriera della diva, “Something’s got to give”. Era il 1962. In quell’anno due destini si incrociarono e, in qualche modo, si unirono indissolubilmente. Quello di Marilyn, che ormai si avvicinava alla meta del suo Destino e quello del fotografo, allora 25enne, che lavorava per “Paris Match” e che stava per immortalare, per l’ultima volta, quella bellezza che aveva affascinato migliaia di uomini e fatto sognare tantissime donne, che avevano eletto l’attrice a loro icona. Lawrence Schiller aveva già incontrato Marilyn in passato, sul set di “Let’s make love”. Ma quell’incontro non fu minimamente comparabile alla sensazione che provò, vedendola nuda davanti a sé, durante una scena in piscina. Quella bellezza non poteva essere dimenticata, doveva restare impressa negli scatti che poi l’avrebbero resa immortale. Marilyn morì nell’agosto del 1962. Lei divenne immortale e Schiller famoso.

27 marzo 2014

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