Fotografia protagonista a Matera, 40 mostre in programma

La fotografia è uno dei protagonisti di Matera 2019, che apre il ciclo di quaranta mostre fotografiche intitolato "MAT2019. Coscienza dell’Uomo"...
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MILANO – Dopo i festeggiamenti per l’inaugurazione di Matera come capitale della cultura, quattro inaugurazioni e tre convegni hanno avviato il programma MAT2019. Coscienza dell’Uomo, con le mostre Caos apparenteContro la guerra. Ritratti dall’infanzia negataFavela, Visitors.

L’evento

Dopo i festeggiamenti per l’onorificenza attribuita a Matera, quattro inaugurazioni e tre convegni hanno avviato il programma MAT2019. Coscienza dell’Uomo, che prevede complessivamente quaranta mostre fotografiche, dieci ogni tre mesi, arricchite da convegni, incontri con gli autori e intellettuali legati al mondo dell’immagine o della società civile. Un evento, questo, scandito sul passo di una fotografia etica, e non quindi una fotografia come momento di spettacolarizzazione o come semplice racconto della realtà, ma come chiave di comprensione del nostro tempo e come autentico punto di osservazione per costruire un nuovo e più sensibile modo di capire il mondo e di alimentare le nostre coscienze. Questo progetto vede, per l’appunto, come suo centro promotore la città di Matera che per questo periodo in cui sarà Capitale della Cultura Europea aspirerà a diventare anche una sorta di Capitale della fotografia.
Attualmente in corso quattro mostre personali:

Gianluigi Colin, Caos apparente

È l’assedio dell’immagine. Decine di migliaia di fotografie, quelle che arrivano ogni giorno ai grandi quotidiani, e che ritroviamo nelle pagine dei giornali, nei siti web, nei telegiornali. Gianluigi Colin raccoglie, assembla, ricompone il grande racconto visivo del mondo in una serie di grandi installazioni. In altri casi sceglie dei frammenti della contemporaneità, isola queste testimonianze dello scorrere del tempo. Ritroviamo volti usurati, ma anche luoghi, spazi, persone, eventi, paesaggi affastellati come un incombente, non gestibile eccesso di informazione, come un “rumore” di fondo assordante e invasivo. Una massa enorme di figure che inevitabilmente porta a non vedere più nulla. Gianluigi Colin vuole dirci esattamente questo: si deve alimentare la nostra coscienza per imparare a vedere. Alla realizzazione dell’imponente installazione Caos Apparente hanno collaborato decine di studenti del Liceo Classico e del Liceo Artistico di Matera, che con la loro generosa partecipazione hanno concretamente reso possibile il montaggio e la visione dell’opera.

Pino Bertelli, Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata

Pino Bertelli riprende l’insegnamento etico dei maestri del reportage come Robert Capa, David “Chim” Seymour, Werner Bischof, Don McCullin, Philip Jones Griffiths, con fotografie che figurano la violazione dell’Innocenza e la ferocia che ogni guerra riversa nella Storia. La Bellezza, la Sofferenza, l’Amore dei bambini che affiora in questi ritratti dall’infanzia negata è un atto di accusa contro l’indifferenza, la violenza, la barbarie di tutte le guerre, è un invito alla pace che affiora nelle loro lacrime, nelle loro morti e nella vita sognata degli angeli.

Fabrizio Jelmini, Favela

Toccante reportage fotografico ispirato dalla capacità di riconoscere ciò che l’occhio guarda e la mente vede. In una favela di Salvador de Bahia, nel Nordest del Brasile, si svolge una intensa vita quotidiana, regolata da una indigenza che non priva gli abitanti della propria dignità. Scatto dopo scatto, Fabrizio Jelmini prende per mano l’osservatore, e con discrezione lo accompagna in una situazione inattesa, non conosciuta. È quasi indefinibile questo suo esserci e non esserci allo stesso tempo; essere presente, in punta di piedi, con la propria personalità fotografica; non essere in alcun modo intrusivo, non prevaricare i soggetti inquadrati.

Alberto Dubini, Visitors

Si tratta di un’ampia selezione di immagini che Alberto Dubini ha realizzato all’interno di mostre fotografiche, piuttosto che nei concitati momenti di loro inaugurazione. Un reportage animato da sguardo ironico intorno ai Visitors, per l’appunto che frequentano gallerie, musei e mostre d’arte. Alle pareti, una concatenazione di immagini che ispirano una considerazione sovrastante: quasi un trompe-l’oeil tra le pieghe di mostre fotografiche e loro visitatori.

L’installazione

Inoltre, in coerente e avvincente comunità di intenti, una parte della mostra di Caos apparente, di Gianluigi Colin, si integra a quello di Contro la guerra. Ritratti dall’infanzia negata, di Pino Bertelli, in una compiutezza di emozioni che hanno dato vita a una inedita ed emozionante installazione dal titolo significativo Fai di ogni lacrima una stella che unisce due diversi linguaggi, quello della ricerca artistica e quello del reportage.

 

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