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Antoine D’Agata, scatti che raccontano il doppio volto della violenza

Inaugura oggi a Milano, presso la Fondazione Forma per la Fotografia, la mostra ''Anticorpi'' di Antoine D’Agata. L'esposizione, che raccoglie i lavori più significativi realizzati dall'autore francese dagli inizi della sua carriera ad oggi, sarà aperta al pubblico sino al prossimo 1 settembre...

Inaugura oggi presso la Fondazione Forma a Milano “Anticorpi”, la mostra di uno degli artisti più controversi nel panorama della fotografia

MILANO – Inaugura oggi a Milano, presso la Fondazione Forma per la Fotografia, la mostra “Anticorpi” di Antoine D’Agata. L’esposizione, che raccoglie i lavori più significativi realizzati dall’autore francese dagli inizi della sua carriera ad oggi, sarà aperta al pubblico sino al prossimo 1 settembre.  


LA POETICA DELL’ARTISTA
– D’Agata è sicuramente uno dei personaggi più controversi nel panorama della fotografia contemporanea, allievo di Nan Goldin e Larry Clark, non ha mai fatto segreto del suo approccio viscerale e diretto nei confronti della fotografia. Antoine D’Agata, membro dell’Agenzia Magnum dal 2002, è in fuga da sempre. Da quando, giovane punk, ha lasciato la sua città, Marsiglia, non si è mai fermato, spinto nella sua ricerca da un misto di desiderio e incoscienza, che lo porta da sempre a cercare di superare barriere fisiche e psicologiche del suo stesso essere, oltre ogni possibile pregiudizio o assennato limite.

LA MOSTRA – “Anticorpi” presenta un’ampia selezione dei lavori realizzati sino ad ora da Antoine D’Agata. Si tratta delle due facce dello stato della violenza nel mondo, come lo stesso autore ha definito le sue immagini, anche se per molto tempo questa distinzione è esistita soltanto a livello inconscio. Il primo gruppo di fotografie è quello realizzato per la stampa in giro per il mondo in luoghi come la Libia, la Palestina, Auschwitz. Il secondo è quello che testimonia ed evoca il sesso, le droghe, lo sfruttamento e la prostituzione. Si tratta di diversi aspetti del suo mondo e se l’autore non rinnega le prime, sente i suoi reportage più distanti rispetto al coinvolgimento che prova nelle sue esperienze più estreme, dove le identità sono confuse, le azioni sono colte al massimo della loro potenza e dove il corpo e le sue forme hanno perduto la loro grazia e armonia. La mostra presentata da Forma, dopo il successo di Parigi e dell’Aja, catapulta il pubblico all’interno del mondo di d’Agata. Un mondo complesso e vario, estremo se vogliamo ma profondamente autentico, vero come pochi altri e esposto con una cruda, spiazzante onestà. Anticorpi è una produzione di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con Le Bal di Parigi e il Fotomuseum Den Haag. La mostra, a cura di Fannie Escoulen e Bernard Marcadé, è accompagnata da un catalogo edito da Xavier Barral Editions.

L’ARTISTA – Nato a Marsiglia, Antoine d’Agata lascia la Francia nel 1983 per trasferirsi a New York. Nel 1990 si iscrive all’International Center of Photography. Dal 1991 al 1992 è stagista presso la redazione dell’agenzia Magnum a New York. Tornato in Francia, nel 1998 escono i suoi primi due libri, “De Mala Muerte” e “De Mala Noche”. L’anno successivo, la “Vu Galerie” inizia a distribuire le sue fotografie. Nel 2001 pubblica Hometown e vince il premio Niepce. Nel settembre 2003 inaugura a Parigi la mostra “1001 Nights”, accompagnata da due libri, “Vortex” e “Insonnia”. L’anno seguente entra a far parte della Magnum Photos e pubblica il suo quinto libro, “Stigma”. Sempre nel 2004 dirige il suo primo cortometraggio, “Le Ventre du Monde”. L’anno successivo pubblica il volume “Manifeste”. Nel 2006 gira la sua prima fiction, “Aka Ana”, a Tokyo. Dal 2005 Antoine d’Agata non risiede in un luogo in quanto, per lavoro, è costantemente in giro per il mondo. Nel 2012 esce il suo ultimo libro, “Ice”, frutto degli anni trascorsi in Cambogia.

27 giugno 2013

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