lutto

Addio al fotografo Cesare Colombo, “l’occhio di Milano”

Per cinquant’anni è stato uno dei protagonisti nel campo della fotografia e della comunicazione visiva in Italia
Addio al fotografo Cesare Colombo, "l'occhio di Milano".

MILANO – Cesare Colombo era considerato un maestro della fotografia italiana, non solo per la sua lunga attività, non solo come autore ma anche come studioso. Considerato un rivoluzionario senza dogmi e remore ha testimoniato i cambiamenti dell’Italia degli ultimi cinquant’anni.

L’ARTE NEL SANGUE – L’impronta artistica la ricevette grazie ai genitori. Il padre Augusto era un pittore, nonché il direttore per trent’anni di una Scuola d’arte, mentre sua madre Maria Sassi era una pittrice e insegnante. Scelse la carriera di fotografo ma nella vita fu molte cose: grafico pubblicitario, giornalista, critico e polemista ma anche curatore di mostre, docente universitario, storico. Come fotografo nell’arco della sua vita ha immortalato le fasi salienti del lavoro creativo dei designer e l’attività industriale nel settore dell’arredamento in Italia.

L’OCCHIO DI MILANO – Colombo non era solo era legato a Milano per via dalle sue origini ma la città era stata tante volte la sua fonte d’ispirazione, come dimostrano lavori di alto livello fotogiornalistico come “L’occhio di Milano”. Nel 1977, in occasione della omonima mostra da lui organizzata, insieme a 48 fotografi sugli anni 1945/1977, Colombo scriveva: “Questi anni rappresentano un momento cruciale per la produzione e la cultura fotografica. Un ampio dibattito si è sviluppato in tutto il mondo attorno alla ‘duplicità’ di funzione dell’immagine ottica: il momento della testimonianza documentaria sulla realtà (un ruolo scientifico) e il momento di possibile intervento formale del fotografo, per proporre il suo personale sguardo (un ruolo creativo)”.
“Ritorno ancora una volta al trascorrere sempre più veloce degli anni della mia vita.
L’ho dedicata tutta, senza rimpianti, alle immagini fotografiche.”

 

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