Addio a Saul Leiter, il grande maestro della fotografia newyorkese

È scomparso martedì il grande fotografo americano Saul Leiter, che negli anni Quaranta e Cinquanta diede un fondamentale contributo alla definizione di quella che oggi è riconosciuta come la scuola newyorkese...

Si è spento il 26 novembre all’età di 89 anni uno dei grandi rappresentanti della fotografia americana, che negli anni Quaranta e Cinquanta ha contribuito a dar vita alla scuola di New York

MILANO – È scomparso martedì il grande fotografo americano Saul Leiter, che negli anni Quaranta e Cinquanta diede un fondamentale contributo alla definizione di quella che oggi è riconosciuta come la scuola newyorkese. La notizia è stata diffusa ieri dalle principali testate statunitensi.

GLI ESORDI – Nato a Pittsburgh, in Pennsylvania, il 3 dicembre 1923, fin da piccolo mostra una forte inclinazione per la fotografia e la pittura – la madre gli regalò la prima macchina fotografica, una Detrola, a 12 anni. Iniziato dalla famiglia agli studi per diventare rabbino, a 23 anni abbandona la teologia e si trasferì a New York deciso a diventare artista. Qui entra in contatto con l’espressionismo astratto grazie al pittore Richard Pousette-Dart e conosce il fotoreporter William Eugene Smith, famoso per gli scatti vividi e brutali con cui documentò la Seconda guerra mondiale. Sono loro che lo incoraggiano a seguire la carriera di fotografo: nel 1947 Leiter impugna una Leica 35 mm e realizza i suoi primi scatti, in bianco e nero, in seguito inclusi da Edward Steichen nella mostra “Always the Young Stranger” al Museum of Modern Art nel 1953. Già nel 1948 inizia a fotografare a colori, realizzando lavori poi pubblicati dall’art director Henry Wolf sulle testate “Esquire” e “Harper’s Bazaar”.

I RITRATTI DI NEW YORK – La sua attenzione si rivolge prevalentemente alla città di New York.  Leiter è infatti un fotografo di strada, che percorrendo le vie della metropoli trae ispirazione dai volti dei passanti, dalle insegne luminose, dalle vetrine che riflettono e moltiplicano la vita cittadina. I soggetti sono spesso “banali”, ma il suo sguardo geniale sa illuminare particolari essenziali degli scorci cittadini. Le forme astratte e le innovative composizioni delle sue fotografie hanno una qualità pittorica che rende il suo lavoro assolutamente unico rispetto a quello degli altri fotografi della scuola newyorkese a lui contemporanei. Questa caratteristiche raggiunge la sua massima espressione nelle fotografie di nudo, sulle quali applica strati di pittura a guazzo e acquarelli. Leiter è stato anche un grande fotografo di moda e ha collaborato con testate come “Life”, “Elle”, “Nova”, “Vogue” e “Queen”, oltre alle già citate “Esquire” ed “Harper’s Bazaar”.

29 novembre 2013

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