FOTOGRAFIA - La fotografia ''randagia'' di Daido Moriyama

”Visioni del mondo” nelle fotografie di Daido Moriyama

Ha inaugurato ieri al CIAC di Foligno la mostra dedicata a uno dei fotografi giapponesi contemporanei più famosi, Daido Moriyama, classe 1938. Avvicinatosi prestissimo alla fotografia, in qualità di assistente di Eikoh Hosoe...

Dopo la grande mostra dedicata a Edward Weston, il CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, in collaborazione con la Fondazione Fotografia di Modena, ospita la mostra ”Visioni del mondo” dedicata a Daido Moriyama, fotografo on the road, spirito libero e viaggiatore solitario, tra i maggiori protagonisti della fotografia contemporanea giapponese

MILANO – Ha inaugurato ieri al CIAC di Foligno la mostra dedicata a uno dei fotografi giapponesi contemporanei più famosi, Daido Moriyama, classe 1938. Avvicinatosi prestissimo alla fotografia, in qualità di assistente di Eikoh Hosoe, nel 1967 vince il premio della Japan Photo-Critics Association come artista emergente. L’anno successivo pubblica il suo primo grande libro “Japan: A Photo Theater”, che include anche la precedente serie Pantomime. Questo lavoro si pone in assoluta rottura con tutto ciò che fino ad allora era stata la fotografia giapponese: immagini di attori o militari americani si mescolano a scene di vita quotidiana e a scorci urbani, senza alcun riferimento al contesto o alla struttura narrativa d’insieme. Sempre nel 1968 Moriyama legge “On the road” di Jack Kerouac: la cultura della Beat generation va ad aggiungersi al suo immaginario, già influenzato da artisti come Andy Warhol e William Klein. Moriyama comincia un viaggio senza meta lungo le strade del Giappone, a bordo di una vecchia Toyota malandata, poi in autostop, fotografando qualsiasi cosa si presenti lungo il cammino. I suoi scatti confluiranno nella serie “A Hunter” del 1972, dove appare per la prima volta l’immagine del cane randagio, destinata a divenire una sorta di autoritratto del fotografo.

LA MOSTRA – La mostra raccoglie una selezione di oltre 120 fotografie realizzate dagli anni sessanta fino ad oggi, che ripercorrono l’intensa carriera dell’artista evidenziandone il personale approccio col mondo e offrendo al contempo una lucida visione sulle trasformazioni che hanno segnato la storia giapponese. Immagini dai bianchi e neri contrastati, spesso sfocate, graffiate, sovraesposte o sgranate, che tracciano i contorni di un’esistenza priva di legami con un luogo d’origine o di vincoli dettati dalle convenzioni sociali. Parallelamente alla mostra, sarà inoltre allestita una selezione di opere video di artisti dell’Estremo Oriente dalla collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Sotto il titolo “Asian Contemporary”, sono presentate le opere di Tabaimo, Yasumasa Morimura, Miwa Yanagi, Kimsooja e Yang Fudong. 

23 novembre 2014

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