Le 20 macchine per scrivere che hanno fatto la storia della letteratura (parte 1)

Ecco come sono stati scritti i grandi romanzi storici. Scopriamo le storiche macchine da scrivere

MILANO – Oggi la maggior parte degli scrittori è abituato a scrivere su pc quello che sarà il proprio libro. Ma si sa, un amante dei libri è affezionato al lato più classico e romantico della letteratura, e quindi ama ricordare e pensare ai grandi romanzi scritti attraverso le storiche macchine da scrivere, oggi veri e propri cimeli e oggetti cult, che con il rumore dei tasti hanno accompagnato la stesura dei più bei romanzi del secolo scorso.In passato vi abbiamo proposto le foto di 15 grandi scrittori immortalati con la loro macchina per scrivere. Massiccia, rumorosa, pesante. Dalla Olivetti di Montanelli all’Olympia di Bukowski, eccovi le macchine per scrivere che hanno letteralmente scritto la storia della letteratura.
RoyalHH –  La macchina per scrivere Royal è stata senza dubbio una delle macchine più vendute nella storia. Come la Remington e la Underwood è stata  un marchio leader del mercato mondiale.  La  Royal Typewriter Company è stata fondata nel gennaio del 1904 in un negozio di vendita di macchine a Brooklyn, New York, da Edward B. Hess e Lewis C. Myers. Nel marzo 1906 è stata venduta la prima macchina Royal n.1. Non era sicuramente una macchina esteticamente accattivante ma aveva la particolarità di essere molto robusta tale da renderla una delle macchine più utilizzate. Il modello RoyalHH è passato alla storia per essere il punto di riferimento per scrittori come Sylvia Plath e Truman Capote.


Underwood Standard – Costruita da Franz Xaver Wagner, un  tedesco, al cui nome venne rilasciato il brevetto del 27.4.1893 e che fondò la Wagner Typewriter Co. che si occupò solo di apportare migliorie alla macchina. Il diritto di costruzione della macchina di Wagner venne venduto a John T. Underwood figlio del noto fabbricante di nastri per macchine John Underwood. La  Underwood fu la prima macchina per scrivere a martelletti con scrittura  visibile che raggiunse un notevole successo, non che la visibilità dello scritto costituisse la cosa essenziale perchè‚ già prima della Underwood erano state costruite macchine con buona visibilità di scrittura. La caratteristica più importante in  questa macchina era l’interleva che collegando leve portacaratteri e leve dei tasti consentiva l’oscillazione quasi senza frizione del martelletto verso la parte anteriore  del rullo: invenzione del figlio di  Wagner, Hermann. Tra gli scrittori che l’hanno utilizzata troviamo Jack Kerouac, Virginia Woolf e F. Scott Fitzgerald.


Olympia SG – E’ il modello di macchina da scrivere utilizzata da Charles Bukowsky. La macchina è caratterizzata da un grigio opaco, triste, con tasti neri quasi a riportare e visivamente rappresentare tutta l’ostilità di carattere tipica dello scrittore di Factotum.

Olivetti Lettera 22 – E’ una celebre macchina per scrivere meccanica portatile realizzata dalla Olivetti. Fu uno dei prodotti di maggior successo della Olivetti negli anni cinquanta dall’architetto e designer Marcello Nizzoli, e ricevette premi sia in Italia (Compasso d’Oro nel 1954). La macchina per scrivere misura 8,3 × 29,8 × 32,4 cm e ciò la rendeva, nonostante il peso di circa 4 chilogrammi, estremamente funzionale al trasporto per i canoni dell’epoca. Sono molti gli scrittori e i giornalisti che hanno trovato nella Lettera 22 una compagna ideale per il proprio lavoro. Ricordiamo, solo per citarne alcuni, Cesare Marchi, Enzo Biagi, Indro Montanelli, Pier Paolo Pasolini, Leonard Cohen, Sylvia Plath, Cormac McCarthy.


Royal Standard – La macchina per scrivere Royal è stata senza dubbio una delle macchine più vendute nella storia. La  Royal Typewriter Company è stata fondata nel gennaio del 1904 in un negozio di vendita di macchine a Brooklyn, New York, da Edward B. Hess e Lewis C. Myers. Nel marzo 1906 è stata venduta la prima macchina Royal n.1. La Royal Standard era diversa dalla concorrenza, in quanto aveva un design ‘flatbed’ ossia a base piana, quindi molto più bassa rispetto ad una standard. Non era sicuramente una macchina esteticamente accattivante ma aveva la particolarità di essere molto robusta tale da renderla una delle macchine più utilizzate. Lucidisssima, fredda e regale, era la macchina per scrivere utilizzata da Jack Kerouac, mentre la versione Portable, più piccola, ha accompagnato la stesura di capolavori come quelli di George Orwell e John Cheever.


Olivetti MP1 – La MP1 è una celebre macchina per scrivere meccanica portatile realizzata dalla Olivetti. Nata da un’idea di Adriano Olivetti e Gino Levi Martinoli, capo dell’Ufficio Progetti e Studi fondato nel 1929, la Olivetti MP1 fu progettata materialmente nel 1932 da Riccardo Levi, con design di Aldo e Adriano Magnelli. È la prima macchina da scrivere portatile della Olivetti, ed è conosciuta anche come modello ICO. Disponibili in varie colorazioni (oltre al classico nero, il rosso, il grigio, il marrone, il celeste), era la macchina per scrivere di John Updike e Marguerite Duras.


Sholes & Glidden – Sholes, Glidden e Soul‚ avevano messo a punto nel 1873 con l’aiuto di Densmore, Weller, Schwalbach e del Dott. Roby il loro prototipo di macchina per scrivere pronto per la costruzione in serie. Yost interessò del progetto Philo Remington uno dei proprietari della Ditta E. Remington & Sons di Ilion. William  K. Jenne,  Jefferson  M. Clough  e Byron A. Brooks parteciparono attivamente a questi lavori di modifica però nei primi tempi non vi furono risultati positivi. Nel 1873 Remington aveva quasi deciso di lasciar perdere la produzione della macchine per scrivere quando Jenne lo pregò di lasciare solo a lui i lavori di ricerca che avrebbe proseguito e portato a termine senza chiedere nulla in cambio. Remington si dichiarò d’accordo: Jenne seguì lo sviluppo della macchina per scrivere e la completò nel gennaio del 1874 nel reparto delle macchine per cucire. Questa macchina per scrivere ha accompagnato l’arte e la creatività dello scrittore Mark Twain.

Remington Portable No. 2 – La Remington è stata la prima vera fabbrica a produrre industrialmente le macchine per scrivere in America. Nel 1973 nacque la Remington modello n.1.La Remington No. 2 del 1878  è stata la prima macchina da scrivere sia con lettere maiuscole e minuscole tramite un tasto shift e la tastiera QWERTY progettata da Sholes. Fu presentata nel 1876, preceduta da una’ampia campagna di stampa che ne illustra i requisiti e ne elenca i vantaggi sulla scrittura manuale, Remington presenta alla Esposizione Mondiale di Filadelfia il primo modello della sua macchina. E’ passata alla storia per essere la macchina per scrivere della giallista Agatha Christie.

Remington n. 5 – La Remington n.5 è stata prodotta nel 1886 e come i precedenti modelli era a scrittura cieca infatti necessitava alzare il rullo per vedere cosa effettivamente si era scritto. Fino al 1896,anno in cui è terminata la produzione se ne sono vendute oltre 40.000. Era la macchina per scrivere per eccellenza della scrittrice Allen Ginsberg.


Hammond n.1 – La macchina per scrivere Hammond prende il nome dal suo progettista, il giornalista americano James Bartlett Hammond (1839-1913). Egli passa comunemente per l’inventore della Hammond ma in realtà si limitò a perfezionare e mettere a punto per la vendita la Pterotype, inventata da John Pratt. Nelle sue macchine Hammond volle e cercò con insistenza una scrittura perfettamente regolare dove l’impronta della battitura avvenisse automaticamente. Rispetto alla Remington la cui scrittura era piuttosto irregolare la Hammond era significativamente più piccola e leggera e con un sistema di scrittura che richiedeva molte meno parti. Infatti era composta da solo 350 componenti, quasi 1/3 rispetto alla Remington. La Hammond n.1 era la macchina per scrivere di Lewis Carroll.

 

 

7 febbraio 2015

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