LIBRI - L'odore della carta

3 motivi per cui i lettori amano il profumo dei libri

Adorate annusare i vostri libri e non sapete spiegarvi il motivo? È una questione di chimica, di associazioni e di ricordi. Ops! Probabilmente noi lettori ci sentiamo in imbarazzo ad annusare le pagine dei nostri libri consunti in pubblico...

Adorate annusare i vostri libri e non sapete spiegarvi il motivo? È una questione di chimica, di associazioni e di ricordi…

 

MILANO – Ops! Probabilmente noi lettori ci sentiamo in imbarazzo ad annusare le pagine dei nostri libri consunti in pubblico. È qualcosa più forte di noi. Facciamo del nostro meglio per dissimulare la nostra furtiva sniffatina (fingiamo di grattarci il naso al centro della pagina, o una full immersion nella trama a 360°), tant’è che veniamo evidentemente scoperti e, mortalmente imbarazzati, ci tocca far finta di niente ed esibirci in qualche arguto commento sul tempo e sui tempi che furono. La maggior parte di noi probabilmente si cimenta in questa perversa attività nell’intimità della propria dimora, quando si sente protetta da sguardi indiscreti. Può sembrare buffo – o magari inquietante! – ma ogni lettore che si rispetti ogni tanto apre un vecchio volume e – SNIFF! – dà libero sfogo alle proprie capacità olfattive. Vi avevamo già spiegato le ragioni per cui l’odore dei vecchi libri può essere così accattivante per alcuni. Oggi vi proponiamo ulteriori approfondimenti…

(fonte: Barnes & Noble)

 

 

1. È una questione di chimica
I libri sono composti di carta, colla e inchiostro. Quando con il tempo questi materiali degradano, sprigionano nell’aria composti organici volatili, producendo l’odore tipico tanto amato dai lettori. La ragione di questo “amore” per l’odore sprigionato dalle pagine ingiallite è da ricercare nel “pizzico” di vaniglia che è possibile riscontrarvi. La spiegazione di questa dolce fragranza dovuta al fatto che la carta (soprattutto quella di origine vegetale, quindi più utilizzata in passato) contiene lignina, una sostanza molto vicina per caratteristiche olfattive alla ben nota vanillina.

 

2. È una questione di ricordi

L’odore di un libro ci può riportare a ricordi passati.  Il bulbo olfattivo fa parte del sistema limbico del cervello, che è associato alla capacità di evocare ricordi e provare sentimenti. Quando odoriamo una determinata fragranza per la prima volta, il nostro cervello collega il nuovo odore a un evento, a una persona o a un particolare momento. Così, quando odoreremo lo stesso profumo in futuro, il nostro cervello assocerà automaticamente lo stimolo olfattivo al luogo, momento o persona cui lo associò la prima volta. Potrebbe anche non trattarsi di una memoria esplicita e concreta (una particolare persona, un esatto momento), ma potrebbe anche essere una sensazione o uno stato d’animo.

 

3. I libri ci riportano a sensazioni positive

L’odore dei libri ricorda momenti di estrema serenità e pace. Il silenzio caldo e accogliente di una biblioteca, la tranquillità di un pomeriggio trascorso immerso tra le pagine, le emozioni travolgenti che una lettura ha saputo sprigionare dentro di noi. Può riportare alla spensieratezza della gioventù, quando gli impegni erano molti meno, il tempo libero molto di più e di conseguenza anche il tempo dedicabile alla lettura era maggiore. Quindi l’odore dei libri può riportarci alla magia dell’infanzia. Insomma, è difficile che un libro possa evocare ricordi negativi. È anche per questo che i lettori amano il profumo dei libri vecchi. Forse è proprio per questo.

 

7 maggio 2015

 

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