Le lettere di rifiuto a 10 grandi scrittori (Parte 1)

Le lettere di rifiuto a 10 grandi scrittori

MILANO – Siete aspiranti scrittori e non trovate nessuna casa editrice interessata al vostro manoscritto? Le soluzioni sono molteplici, dall’auto-pubblicare il proprio libro con una delle piattaforme di self – publishing esistenti, o non demordere e continuare a proporre la propria opera ad altre case editrici. Non preoccupatevi, siete in buonissima compagnia. Nel corso della storia sono numerosi gli scrittori che si sono visti rifiutare libri che poi sono passati alla storia e che hanno reso poi celebri i loro autori. Vediamo insieme alcune lettere di rifiuto ricevute dai grandi autori della letteratura riportate dal Post.

 

1) Diario di Anna Frank di Anna Frank

La ragazza non possiede, a mio parere, una speciale percezione o sensibilità che sollevi quel libro al di sopra del livello di curiosità.”

Queste sono le parole di uno dei 15 editori che non ritennero che il Diario di Anna Frank valesse la pena di essere letto. Infine, fu la casa editrice Contact di Amsterdam a pubblicare il libro richiedendo però che venissero tolti alcuni passaggi in cui Anne Frank scrive della sua sessualità. Il “Diario” uscì nel 1947 con il titolo di “L’Alloggio segreto.” Diario epistolare dal 14 giugno 1942 al 1 agosto 1944 con una tiratura di 3 mila copie.

 

2) “La fattoria degli animalidi George Orwell

Tuttavia, non siamo convinti (…) che questo sia il giusto punto di vista da cui criticare l’attuale situazione politica.

Questo libro di Orwell fu pubblicato nel 1945 dalla casa editrice Secker & Warburg. L’anno prima fu respinta dalla prestigiosa casa editrice Faber&Faber da T. S. Eliot, grande saggista, editore e scrittore.

(LEGGI LA LETTERA COMPLETA) 

 

3) Carrie” di Stephen King

Non siamo interessati alla fantascienza distopica. Non vende.”

Carrie fu il primo romanzo di Stephen King a essere pubblicato, nel 1974, ma fu respinto tante volte, circa 30.Uscì finalmente nel 1974 con una tiratura di 30 mila copie. L’anno dopo ne vendette oltre un milione. E molte, forse, contenevano motivazioni approssimative come questa. Una motivazione che, letta oggi, farà scappare un sorriso sui visi di chi legge, visto che la fantascienza distopica raccoglie numerosi fan in tutto il mondo come dimostrato dal grande successo di libri come Hunger Games e Maze Runner.

 

4) Gertrude Stein

Sono uno, uno solo, soltanto uno. Un solo essere, uno in ogni istante. Non due, non tre, solo uno. Solo una vita da vivere, solo sessanta minuti in un’ora. Solo un paio di occhi. Solo un cervello. Essendo solo un singolo essere con un solo paio di occhi e una sola vita da vivere, non posso leggere il tuo manoscritto tre o quattro volte. Neanche una volta. Difficilmente se ne venderà una copia qui. Difficilmente una. Soltanto una”.

In questo caso non siamo a conoscenza di quale manoscritto si tratti, ma sappiamo che si tratta di una lettera di rifiuto di un manoscritto della scrittrice e poetessa statunitense Gertrude Stein. La lettera fu scritta da Arthur Fifield, fondatore della casa editrice britannica AC Fifield e assume a tratti anche un marcato tono narrativo. Non è esagerato dire che l’autrice sembra essere quasi presa in giro.

 

5) “Fiestadi Ernest Hemingway

Se posso essere schietta, signor Hemingway, lei sicuramente lo è, nella sua prosa, ho trovato il suo libro noioso e offensivo al tempo stesso. Lei sicuramente è un “vero uomo”, non è così? Non sarei sorpresa di scoprire che ha scritto tutta la storia chiuso dentro a un club, con il pennino in una mano e un bicchiere di brandy nell’altra.

Moberley Luger della casa editrice Peacock & Peacock rifiutò nel 1925 la pubblicazione del capolavoro di Hemingway. Il romanzo “Fiesta”  fu il primo romanzo dello scrittore statunitense Ernest Hemingway, pubblicato a New York nel 1926 e a Londra nel 1927. Un chiaro esempio di come il gusto personale di un editore possa evitare che un grande libro possa essere pubblicato.

(LEGGI LA LETTERA COMPLETA)

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