Scoprire il percorso innovativo e rivoluzionario di due grandi artisti che hanno cambiato il modo di vivere l’arte degli ultimi 50 anni. E’ questa la grande opportunità per chi, fino al 2 giugno 2026 presso Villa Pignatelli a Napoli, avrà l’opportunità di visitare la mostra “Warhol Vs Banksy. Passaggio a Napoli”, un progetto espositivo di respiro internazionale che mette in dialogo due protagonisti assoluti dell’arte contemporanea degli ultimi cinquant’anni: Andy Warhol e Banksy.
Patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comune di Napoli, l’iniziativa rientra nelle politiche di valorizzazione del patrimonio culturale e di promozione dei linguaggi artistici contemporanei, consolidando il ruolo di Napoli come crocevia privilegiato tra tradizione e sperimentazione.
Curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, la mostra propone un confronto originale tra due visioni artistiche solo apparentemente distanti, accomunate dalla capacità di trasformare l’arte in un fenomeno globale. Da un lato l’immaginario iconico e seriale di Warhol, emblema della Pop Art e della cultura di massa; dall’altro l’azione dirompente e anonima di Banksy, che ha reso la street art un linguaggio universale e mediaticamente potente.
Il fascino irresistibile di Napoli
Passaggio a Napoli racconta anche il legame profondo che entrambi gli artisti hanno intrecciato con la città: a distanza di trent’anni, Napoli, Pompei, il Vesuvio e l’energia mediterranea hanno esercitato sui due artisti un fascino irresistibile. Ne nasce un dialogo che attraversa epoche e linguaggi, offrendo al pubblico una riflessione sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.
Banksy scelse la città partenopea la prima volta per il murale Madonna con la pistola in Piazza Girolamini; Warhol le dedicò la serigrafia Vesuvio. Madonna con la pistola è un murale, realizzato con la tecnica dello stencil, per la cui realizzazione, l’artista è stato influenzato dalla scultura collocata nella chiesa romana di Sant’Agnese in Agone, denominata Sant’Agnese sul rogo, realizzata da Ercole Ferrata.
L’artista americano invece fu ispirato dall’incontro con il gallerista Lucio Amelio, il quale riuscì a portarlo a Napoli assieme a Joseph Beuys. Warhol realizzò Vesuvius nel 1985, un ‘ ‘opera in serie, come era nel suo stile, usando colori differenti ma sempre carichi di energia ed esplosività; affascinato dall’iconicità del Vesuvio, lo trasformò in un simbolo pop, con colori accesi e forme stilizzate.
L’opera fu esposta a Napoli, dove il Vesuvio era già un simbolo della città, celebrato da artisti di ogni epoca. Warhol lo trasformò in un’icona moderna, abbinando la cultura pop alla tradizione storica. La città vivace e creativa, a cui entrambi sono legati perché terreno fertile di Street Art e Pop Art, diventa così il teatro di incontro e confronto tra i mondi di questi due artisti grazie alla mostra in programma a Napoli.
Warhol e Bansky icone pop dei giovani
Secondo Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, la mostra “invita a riflettere sulla natura profondamente politica dell’arte contemporanea. Attraverso la serialità e lo stencil, Warhol e Banksy hanno democratizzato l’immagine, rendendola accessibile e costringendoci a confrontarci con ciò che spesso preferiremmo non vedere. Le istituzioni hanno il compito di sostenere questo dialogo e di promuovere opere capaci di stimolare il pensiero critico, soprattutto tra le giovani generazioni”.
Massimo Osanna, Direttore Generale Musei, ha sottolineato come il “passaggio a Napoli” rappresenti “un autentico atto d’amore verso la città, una scelta che nei secoli ha accomunato artisti, scrittori e intellettuali fin dai tempi del Grand Tour. Napoli continua a essere una grande capitale culturale europea e mediterranea, capace di attrarre visioni e creatività diverse. Questa mostra conferma la volontà della Direzione generale Musei di porre il contemporaneo al centro, rileggendo i luoghi della cultura come spazi vivi, inclusivi e capaci di parlare con immediatezza ai pubblici di oggi, in particolare alle nuove generazioni”.
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