Venezia, in arrivo una nuova mostra dedicata a Emilio Isgrò

Le mitiche "cancellazioni" di Emilio Isgrò saranno protagoniste di una nuova grande mostra a Venezia, in arrivo a settembre

MILANO – Lo conosciamo per le sue “cancellazioni” e lo amiamo per il suo stile unico: stiamo parlando del grande artista italiano Emilio Isgrò. La stagione espositiva della Fondazione Giorgio Cini propone per l’autunno una nuova, importante antologica dal titolo Emilio Isgrò, visibile dal 14 settembre al 24 novembre 2019 presso la Fondazione Cini a Venezia.

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Emilio Isgrò, dalle prime cancellature fino ad oggi

L’esposizione, a cura di Germano Celant, in collaborazione con l’artista e l’Archivio Emilio Isgrò, si propone come un attraversamento e un’ampia ricognizione nel percorso creativo ed estetico di Emilio Isgrò. Una ricca esposizione che si delinea dalle prime cancellature di libri, datate 1964, e continua con le poesie visuali su tele emulsionate per poi arrivare agli imponenti e articolati testi cancellati nei volumi storici de L’Enciclopedia Treccani, 1970, fino a quelli etnici dei Codici ottomani, 2010.

Il viaggio sperimentale e linguistico di Isgrò, in maniera inedita e spettacolare, sarà inscritto in una ambientazione architettonica inglobante e avvolgente. Le sale dell’Ala Napoleonica della Fondazione, arricchite da pareti trasversali e diagonali, utilizzate per spezzare e modificare lo spazio quasi fossero linee su un foglio, funzioneranno infatti da supporti cartacei che veicoleranno un’enorme e nuova operazione di cancellatura, condotta ancora una volta su materiale letterario, così da far entrare il pubblico in un grande libro modificato visualmente dall’artista.

Moby Dick, la nuova “tela” di Isgrò

La scelta del testo che scorrerà sulle superfici dell’involucro espositivo è caduta sul romanzo Moby Dick di Herman Melville, così da sottintendere un transito fantastico tra il famoso viaggio nella pancia di un cetaceo e quello nell’arte di un’artista che nel corso della sua vita ha maturato uno stile a dir poco unico.

Il tema che affronto per questa mostra alla Fondazione Cini di Venezia, città dove nel 1964 nacquero le prime cancellature, non può che essere quello del linguaggio. Per questo mi è parso necessario ricorrere alla tradizione biblica filtrata dal Moby Dick, il meraviglioso romanzo di Melville – spiega Emilio Isgrò – Sarà l’opera cancellata di Melville a contenere quindi tutte le altre e chi entra alla mostra si lascerà accompagnare nel ventre della balena, ovvero il ventre del linguaggio mediatico che copre con il rumore il proprio reale e disperante silenzio.

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