ARTE - Fino al 15 settembre la mostra dell'Atelier dell'Errore

”Uomini come cibo”, la mostra che dà valore all’immaginazione e all’errore

L’arte diventa cura e riscatto grazie all’esistenza di spazi magici come quelli dell’Atelier dell’Errore, un laboratorio di arti visive che promuove il lavoro di ragazzi affetti da disturbi neuropsichiatrici. Quest’estate a Milano sarà possibile immergersi in un mondo ...

Fino al 15 settembre sarà allestita la mostra “Atelier dell’Errore – Uomini come cibo” a Milano in via Monte di Pietà 23. Un percorso artistico che dà libero sfogo all’immaginazione e all’inconscio grazie ai disegni realizzati da 50 ragazzi con disagi psichici. L’Atelier ha poche regole, ma molto precise: la gomma da cancellare è bandita – perché l’errore è un valore!

 

MILANO – L’arte diventa cura e riscatto grazie all’esistenza di spazi magici come quelli dell’Atelier dell’Errore, un laboratorio di arti visive che promuove il lavoro di ragazzi affetti da disturbi neuropsichiatrici. Quest’estate a Milano sarà possibile immergersi in un mondo fantastico, popolato da creature immaginarie e da animali che si nutrono esclusivamente di uomini… Insomma una realtà mai vista, mai sentita, mai raccontata. Max Mara, in collaborazione con la Collezione Maramotti, presenta “Uomini come Cibo”, una mostra composta da quaranta opere realizzate dai ragazzi dell’Atelier dell’Errore, laboratorio di arti visive nato come complemento all’attività clinica della neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia.

 
REALTÀ CAPOVOLTA E CREATURE FANTASTICHE – Ribaltando la prospettiva del tema di Expo Milano 2015, le opere mettono al centro un bestiario fantastico di creature che si cibano di uomini. In questa ottica visionaria gli uomini, da esseri dominanti, si trasformano in oggetti di consumo, mentre gli animali divengono divoratori, incarnano le paure di chi li ha disegnati e assumono una funzione salvifica, diventando meccanismo proiettivo di difesa della loro fragilità nelle relazioni con il mondo reale.

 
PERCORSO E DISEGNI – Il riscatto sociale dallo stato di assedio in cui spesso si ritrovano i giovani artisti inizia dall’esorcizzare la paura, lasciando affiorare potenti e immaginifici esseri zoomorfi che divengono i loro protettori e i loro giustizieri. I disegni che riempiono lo spazio di via Monte di Pietà, si comportano come occupanti clandestini che disseminano la loro presenza in ordine sparso sui cinque piani dell’edificio in apparente stato di abbandono. Sono, perlopiù disegni di grande formato che si sviluppano su diversi fogli uniti tra loro da semplici nastri adesivi. La loro presenza è sottolineata dai supporti in scatole di legno povero che li evidenziano.

 
UN VIAGGIO EMOZIONALE – Il visitatore è invitato a fare un viaggio che si snoda dalle cavità sotterranee e, attraverso il mare e la terra, giunge fino al cielo in una stratificazione che ristabilisce un apparente ordine biologico fra le varie specie fantastiche. Il viaggio emozionale e immaginario proposto è in grado di suscitare in ogni visitatore differenti proiezioni personali.

 
L’INIZIATIVA DI MAX MARA – Nel periodo della mostra, presso i negozi del gruppo Max Mara di Milano, saranno in vendita le shopping bag realizzate da Max Mara utilizzando i disegni dell’Atelier. L’intero ricavato sarà destinato a finanziare le attività dell’Atelier. Acquistando la bag, si riceverà un pieghevole che illustra il progetto e l’invito per visitare la mostra.
18 giugno – 15 settembre 2015

 
ATELIER DELL’ERRORE – L’Atelier dell’Errore è nato nel 2002 su iniziativa dell’artista visivo Luca Santiago Mora per i bambini seguiti della Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL di Reggio Emilia. Dal 2011, per volontà dei genitori e dei ragazzi che frequentano l’Atelier, si è costituito Onlus, con il mandato di promuovere il lavoro svolto a Reggio Emilia e proporre l’esperienza dell’Atelier in altre realtà simili in Italia. Nel 2013 è stato inaugurato l’Atelier anche a Bergamo al servizio della neuropsichiatria infantile dell’azienda ospedaliera della città. Di recente è nato Atelier dell’Errore BIG, un’alta scuola di specializzazione e formazione/ lavoro nell’ambito delle Arti Visive, dedicata a coloro che hanno frequentato per molti anni l’Atelier dell’Errore e che, compiendo i 18 anni, non avrebbero più possibilità di proseguire l’attività in quella struttura e coltivare il loro talento artistico. Atelier dell’Errore BIG si autofinanzia con progetti legati al mondo delle arti visive, dell’editoria e dell’immagine e, da gennaio 2015, ha sede presso la Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Atelier dell’Errore ha preso parte a numerose esposizioni e manifestazioni legate all’arte contemporanea in Italia e all’estero: nel 2014, Giulia Zini, ha vinto il concorso Edward 6, Art in Disability, premio internazionale quadriennale a cura di Augustinum Stiftung e Buchheim Museum (Monaco di Baviera). In Atelier i disegni sono spesso realizzati collegialmente pertanto il lavoro può essere definito una produzione artistica collettiva; un’esperienza relazionale, una sorta di scultura sociale. L’Atelier ha poche regole, ma molto precise: la gomma da cancellare è bandita – perché l’errore è un valore – e gli animali sono l’unico soggetto del lavoro dei ragazzi.

 
31 luglio 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti