Un nuovo dipinto viene attribuito all’artista Artemisia Gentileschi

Un dipinto trovato in una piccola galleria d'arte sulla costa nord di Sidney, potrebbe essere attribuito all'artista Artemisia Gentileschi
Un nuovo dipinto viene attribuito all'artista Artemisia Gentileschi

MILANO – Era una mattina d’inverno del 1976 quando Charles Bennett Taylor, un ex artigliere della seconda guerra mondiale con la passione per l’arte, rimase affascinato da un quadro dalla rappresentazione strana e sconvolgente. Ad attirare la sua attenzione fu la vista di una pittura classica, adagiata ad un angolo e per metà coperta da un telaio, in una piccola galleria a Crows Nest sulla costa nord di Sydney. L’opera è stata acquistata in loco da Taylor per una cifra modesta che tutt’oggi, però, non vuole rivelare. Su Smh  viene fatta luce su tale raffigurazione. Nel dipinto figura una madre con il proprio pargolo in braccio, destando non poco stupore, in quanto si tratta di una raffigurazione piuttosto strana e sconvolgente. Nel dipinto, dal seno della figura femminile gocciola del sangue, appena dopo aver allattato il suo bambino. La faccia della donna è visibilmente provata tanto che la tira indietro mentre allontana delicatamente l’infante da se.

DUBBI SULL’ARTISTA –  Tre anni dopo l’acquisto, nel 1979, Taylor ha deciso di affidarsi al giudizio di Matthew Moss, esperto e critico d’arte. Alla vista del quadro il critico ha notato varie guarnizioni di cera e un’antica tela di supporto che facevano attribuire l’opera a qualche pittore italiano, soprattutto per la stranezza del quadro. Più tardi avrebbe anche riscontrato una somiglianza con Agostino Tassi, in quanto il bambino raffigurato aveva una somiglianza con il neonato di Goya, con il capo di un adulto attaccato al corpo di un bambino. Nel 1992, così, Taylor scrisse una lettera a Mary Garrard, un’autorità dell’arte Gentileschi e poi all’università americana di Washington. Ma la risposta che ricevette fu questa: “Vorrei poter attribuire il quadro a Gentileschi ma, giudicando solo dalla fotografia e dallo stile, non vedo un’affinità con l’artista”. “Il tema di questo mi scompiglia curiosamente, è la stranezza del tema che più ricorda Gentileschi”, ha aggiunto poi. Anche Jesse Locker, specialista del periodo rinascimentale e barocco e autore di Artemisia Gentileschi mostra reticenza nel dare un’opinione sulla Madre e il Bambino nel non vedere una riproduzione di alta qualità, ma afferma che ci sono alcuni aspetti del quadro che sembrano coerenti con Gentileschi e altri che non lo sono. Durante il periodo di Gentileschi, infatti, non era raro che gli artisti utilizzassero gli studenti per creare copie delle proprie opere., in quanto era una procedura standard dell’apprendimento per la pittura. Oggi Taylor sta valutando l’opportunità di vendere il dipinto prima della sua morte, ma prima vorrebbe che il pubblico possa vederlo da vicino, non avendo inizialmente acquistato il dipinto come un bene.

LA PROVENIENZA DEL DIPINTOLe risposte dietro al mistero dell’ opera possono trovarsi nella confusione dell’Europa post-Seconda Guerra Mondiale. Questi erano tempi interessanti in Italia. Il paese stava attraversando sconvolgimenti politici e sociali sismici e cercando di riparare la sua economia devastata alla luce della seconda guerra mondiale. Il vecchio mondo era stato “smantellato” e alcuni dei suoi oggetti più preziosi stavano arrivando sul mercato per la prima volta. È stato un periodo in cui molti dipinti classici sono stati venduti in quella che, secondo gli standard moderni, potrebbe essere considerata una “vendita di fuoco”. Nel 1947  il primo ufficiale Petter Lennart Lilja era appena arrivato nella città portuale di Genova a bordo di una nave da carico svedese chiamata Consul Corfitzon. Lilja ha avuto da sempre la premura di raccogliere pettini e trofei dai porti di tutto il mondo e che ha avuto modo di visitare. Non c’è prova certa che il dipinto di Lilja acquistato a Genova fosse lo stesso acquistato più tardi da Taylor, ma la sua famiglia ha affermato che Lilja ha acquistato solo poche opere classiche, e la “Madre e il Bambino” potrebbe rientare tra queste. Alla fine degli anni Sessanta, Lilja fece uno sforzo valoroso per scoprire chi era l’autore del quadro. Il 12 dicembre 1967 scrisse all’Istituto olandese di storia dell’arte, per chiedere se il dipinto potesse essere attribuito a un artista olandese. Tre settimane dopo, il dottor A. Baart dell’istituto ha risposto dicendo: “Ho l’onore di informarti che il tuo dipinto risale appunto dal XVII secolo. Tuttavia questo dipinto non è certo olandese, ma italiano. Probabilmente proviene dalla Scuola di Napoli. C’è un certo rapporto con l’opera dei Gentileschis”. Dal museo di Capodimonte, invece, la risposta è stata: “Per quello che è possibile giudicare, non si può escludere che il dipinto in questione possa essere opera di Artemisia Gentileschi, Figlia di Orazio. Tuttavia, questa attribuzione è avanzata con tutte le riserve necessarie per non aver conoscenza diretta del lavoro “.

Photocredit: www.smh.com.au

 

 

 

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