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Torino, le mostre da non perdere nel fine settimana

Da Frida Kahlo a Robert Doisneau, Torino ci regala appuntamenti imperdibili con il mondo dell’arte. Ecco le mostre da vedere nel fine settimana!

La bella Torino è una delle città più importanti d’Italia. Sede del terzo complesso economico-produttivo del paese, è stata capitale del Ducato Longobardo, del Regno di Sardegna e, infine, del Regno d’Italia fino al 1865. Con i suoi tratti raffinati, le preziose aree verdi, i magnifici palazzi della tradizione sabauda, Torino è un luogo perfetto in cui perdersi nel weekend: le cose da fare sono innumerevoli, e le attrazioni da vedere altrettanto.

Torino è anche un importante centro culturale del Paese. Basti pensare al Museo Egizio, alla Mole Antonelliana o ad eventi del calibro del Salone del Libro. Se vi trovate nel capoluogo piemontese questo fine settimana, ecco le mostre da non perdere per nulla al mondo!

Le mostre da non perdere questo fine settimana a Torino

Frida Kahlo. Il caos dentro”, al Mastio della Cittadella di Torino

La mostra dedicata a Frida Kahlo è uno degli eventi dell’anno a Torino. Inaugurata lo scorso autunno, questa esposizione ci porta alla scoperta di una delle figure più iconiche della cultura di massa.

Non c’è alcun dubbio, infatti, che Frida Kahlo sia una figura centrale dell’arte messicana, nonché la pittrice latinoamericana più celebre del XX secolo. Con il marito Diego Rivera, tra i più importanti muralisti del Messico, formano una delle coppie più emblematiche della storia dell’arte mondiale.

La mostra “Frida Kahlo – Il caos dentro” è un percorso sensoriale che, con il supporto della tecnologia, dà l’opportunità di osservare da vicino la vita e le opere di Frida, il suo rapporto con Diego Rivera, la sua quotidianità e gli elementi della cultura popolare tanto cari alla pittrice.

Hic sunt Dracones”, al GAM

Spostiamoci sul versante dell’arte contemporanea, che a Torino trova espressione grazie a diversi appuntamenti. Uno fra questi è sicuramente “Hic sunt Dracones”, una mostra che si focalizza sul concetto di pensiero metamorfico e lo esplora sul piano dell’arte contemporanea.

“Hic sunt Dracones” si compone di due percorsi intrecciati: quello di Chiara Camoni e quello del collettivo Atelier dell’Errore. È un racconto in cui le due storie artistiche, molto diverse, si fronteggiano e si rispondono l’una all’altra.

“Il pensiero metamorfico – scrive la curatrice della mostra – è una variante diversa e sorella del pensiero della contraddizione. In letteratura è il pensiero che giunge da fuori, come un soffio d’ispirazione. Giunge serpentino e ossessivo come quello oracolare delle pizie. Modifica la natura di colui che lo accoglie e gli dona la capacità di leggere simbolicamente, in filigrana, ogni aspetto del reale; di guardare ogni forma nella sua continua possibilità di trasformazione e analogia con altre forme. Significa saper guardare una cosa, riconoscerla, e allo stesso tempo vedere in essa anche ciò che solo apparentemente non è.

È un pensiero che genera draghi: esseri ibridi e polimorfi per i quali la tradizione medievale contempla il mescolarsi di ogni possibile tratto anatomico. Allo stesso modo ispira opere che rifuggono da ogni classificazione, che esorbitano da ogni griglia, che tengono insieme più immagini, più tempi, più momenti.

Robert Doisneau”, presso i locali di Camera

Infine, vi segnaliamo la bellissima mostra dedicata a Robert Doisneau. Torino, in effetti, che ricorda in certi suoi tratti Paigi, sembra prestarsi bene ad accogliere le opere del grande fotografo francese.

“Robert Doisneau” è la grande antologica dedicata al maestro francese Robert Doisneau, uno dei più importanti fotografi del Novecento, attraverso oltre 130 immagini provenienti della collezione dell’Atelier Robert Doisneau.

A partire da una delle fotografie più conosciute al mondo – lo scatto del bacio di una giovane coppia indifferente alla folla dei passanti e al traffico della place de l’Hôtel de Ville di Parigi – la mostra esplora l’opera di un celebre fotografo come Doisneau che, insieme a Henri Cartier-Bresson, è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada.

Con il suo obbiettivo, espressione di uno sguardo empatico e ironico, Doisneau ha catturato la vita quotidiana degli uomini, delle donne, dei bambini di Parigi e la sua banlieue, con tutte le emozioni dei gesti e delle situazioni in cui sono impegnati. Le immagini in mostra ne testimoniano lo stile in grado di mescolare curiosità e fantasia, ma anche una libertà d’espressione che fa proprie le logiche del surrealismo reinterpretandole in chiave ironica.

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