La storia d’amore tra Renato Guttuso e Marta Marzotto

Dalla fine degli anni Sessanta la contessa Marta Marzotto è la figura femminile dominante nella pittura e nella vita privata di Renato Guttuso
Marta Marzotto e Renato Guttuso
Marta Marzotto e Renato Guttuso

MILANO – Renato Guttuso e Marta Marzotto, la contessa aristocratica e il pittore comunista, una favola reale consumata in solitari pomeriggi afosi romani, tra una sessione e l’altra di pittura, tra bugie e tradimenti per nascondere un amore proibito.

L’incontro

Renato Guttuso e Marta Marzotto si conobbero a Roma nel 1960, ad introdurli Rolly Marchi, curatrice delle mostre del maestro siciliano. La casa a Piazza di Spagna, prestata dal gallerista Romeo Toninelli, divenne poi la loro alcova. La contessa, modella irriverente e provocante, divenne un’icona di femminilità indiscussa, e non solo per Guttuso.  La signora –  sposata con il rampollo della nota dinastia tessile veneta – e il pittore (altrettanto sposato) iniziarono presto una collaborazione anche artistica.  Celebre lo scatto del fotografo Helmut Newton che la ritrae semi svestita con le tele del suo amato. E’ la sua musa e nelle sue opere le forme burrose e piacenti della donna seducevano come dal vivo.

 

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La fine improvvisa

La relazione tra i due durò a lungo, circa 20 anni di connubio artistico e intimo. La fine fu però improvvisa, a causa della morte della moglie di Guttuso. Mimise Dotti morì nel 1986, e nello struggersi di dolore il pittore rifiutò di vedere la sua ex adoratissima musa. Finì così un amore travolgente, quello che lei stessa definì  a suo modo, quindi senza girarci troppo intorno, “di un erotismo al limite della pornografia”.

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