A Palazzo Reale

“Simbolismo. Dalla Belle Époque alla Grande Guerra” la mostra a Milano

Dal 3 febbraio al 5 giugno 2016 un confronto di oltre 150 opere tra dipinti, sculture e eccezionali oggetti d’arte
"Simbolismo. Dalla Belle Époque alla Grande Guerra" la mostra a Milano.

MILANO – Milano si prepara ad un’altra grande mostra sull’arte moderna e contemporanea: “Il Simbolismo. Dalla Belle Époque alla Grande Guerra” in mostra a Palazzo Reale da oggi 3 febbraio al 5 giugno 2016. La retrospettiva propone il confronto di oltre 150 opere tra dipinti, sculture e eccezionali oggetti d’arte decorativa provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private, rievocando l’ideale aspirazione del Simbolismo a raggiungere un effetto unitario per creare un’arte totale.

IL SIMBOLISMO – Il Simbolismo è una corrente artistica nata in Francia alla fine del 1800 con intenti anti realistici. Il “simbolo” riunisce il significato di un’idea astratta con l’immagine che ne è veicolo. La mostra presenta per la prima volta in Italia alcuni tra i più significativi capolavori del simbolismo europeo: innanzitutto alcune delle icone dell’idea simbolista del mondo: Carezze (L’Arte) la straordinaria donna/ghepardo di Fernand Khnopff; la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, entrambi provenienti dal Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles; l’enorme, sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata l’Eletto, dall’Osthaus Museum di Hagen e Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, dalla Galleria Nazionale di Poznan. Si tratta di opere mai viste in Italia che già stanno generando una grande aspettativa fra pubblico e critica.

LA MOSTRA –  Il museo prosegue il suo programma dedicato all’arte del XIX e del XX secolo. Più di 150 opere tra dipinti, sculture e grafiche. Al centro dell’attesa esposizione Moreau, Odillon Redon, Von Stuck, Hodler e gli italiani Segantini, Previati, Sartorio. Il percorso espositivo è stato curato da Fernando Mazzocca, Claudia Zevi e Michel Draguet. Attraverso 21 sezioni tematiche, il percorso espositivo si svolge poi tra atmosfere e dimensione oniriche: accompagnato dalle poesie di Baudelaire, tratte dalla raccolta ‘I fiori del Male’ (ma anche citazioni di Shakespeare ed altri) il visitatore attraversa le sale della mostra passando dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon, alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, al vitalismo di Ferdinand Hodler, al colorismo dei Nabis. Le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini, l’immaginario divisionista di Gaetano Previati e la magia della decorazione di Galileo Chini rendono conto, tra l’altro, dell’importanza del movimento simbolista in Italia, permettendo così di riscoprire nomi meno conosciuti: Luigi Bonazza, seguace italiano di Klimt, Leo Putz, Giorgio Kienerk e gli scultori Leonardo Bistolfi e Amleto Cataldi. Il percorso espositivo si chiude immergendo lo spettatore nell’atmosfera fantastica delle Mille e una notte, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

SPECIALE – Una delle sezioni più scenografiche della mostra è composta dalle sale dedicate alla Biennale del 1907: una straordinaria vetrina di confronto tra l’arte italiana più evoluta, cresciuta anche dal confronto con le grandi mostre della Secessione di Berlino e di Vienna. Giulio Aristide Sartorio è presente con l’imponente ciclo pittorico “Il poema della vita umana”, realizzato per la Biennale del 1907, la stessa dove venne allestita la famosa Sala dell’Arte del Sogno che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo in Italia. Il ciclo di Sartorio è affiancato dall’installazione dell’artista vicentino Alberto Tadiello, il cui intervento sonoro – l’incipit di una composizione musicale ripetuto molte volte in modo sfalsato- crea una nuova esperienza di fruizione artistica.

 

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