Scoperte nuove Ninfee di Monet sotto un dipinto di glicini

L'esame ai raggi X ha portato alla luce una nuova versione delle Ninfee, nascoste sotto un dipinto di glicini di Claude Monet
Scoperte nuove Ninfee di Monet sotto un dipinto di glicini

MILANO – Le Ninfee sono forse i dipinti più celebri di Claude Monet, padre dell’Impressionismo francese. Conservate nel Museo dell’Orangerie a Parigi, attraggono ogni anno migliaia di visitatori e sono diventate uno dei simboli più riconosciuti di quella stagione pittorica tardo ottocentesca. Ora un’altra Ninfea è venuta alla luce, scoperta dai restauratori del Gemeentemuseum dell’Aja grazie all’esame a raggi X, nascosta sotto una delle otto tele con i Glicini dipinti da Monet.

Un particolare delle “Ninfee”, Museo dell’Orangerie (Paris)

La scoperta delle Ninfee

Preparando la grande mostra su Monet, i restauratori del Gemeentemuseum dell’Aja, Paesi Basssi, hanno deciso di staccare le tele dei Glicini (realizzati in un periodo compreso tra il 1917 e il 1920) dalle pareti, per la prima volta da quando erano stati acquistati nel 1961, per un controllo più approfondito delle tele ai raggi X. Ruth Hoppe, conservatore per la collezione di arte moderna, si era accorto della presenza di piccole schegge di vetro all’interno della tela.

I glicini, Claude Monet, Gemeeentenmuseum, Aja

L’esame ai raggi X ha fatto immediata chiarezza sul’origine delle schegge di vetro: si tratta di resti del bombardamento degli alleati su Giverny durante la Seconda guerra mondiale, che aveva colpito anche lo studio di Monet. I Glicini, dunque, sono stati colpiti da schegge di finestra e altri materiali a causa dell’esplosione.

La scoperta più grande e inaspettata, però, ha riguardato ciò che si trovava sotto il dipinto: dietro i Glicini si nascondeva un’ulteriore versione delle Ninfee (circa 250 opere in totale) che, secondo Frouke van Dijke, curatrice della sezione d’arte del XIX secolo del Gemeentemuseum, potrebbero considerarsi una prova d’artista prima del quadro finale.

L’opinione dei ricercatori è che quei Glicini rappresentino l’ennesima sperimentazione, nonostante Monet nel 1920 si fosse ammalato di cataratta, nel 1923 si fosse sottoposto a un intervento di rimozione del cristallino e avesse continuato a dipingere fino al 1926. Mentre cambiava la sua percezione dei colori e mentre i critici accoglievano freddamente il progetto per la sua Grand Décoration. Una scoperta, quella del Gemeentemuseum, capace di dare finalmente dignità ai Glicini del giardino di Giverny senza motivo considerati «fratelli minori» delle tanto celebrate Ninfee.

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