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Sanzioni culturali alla Russia, Schmidt (Uffizi): “Richiesta assurda”

Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, si dichiara contrario nei confronti delle possibili sanzioni culturali nei confronti della Russia.

“Assolutamente assurde e controproducenti”. Così si esprime il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike D. Schmidt in merito alle possibili sanzioni culturali che potrebbero essere imposte alla Russia a causa dell’attacca in Ucraina . Il direttore Schmidt è intervenuto sulla questione durante la conferenza stampa di presentazione della donazione del dipinto di Bartolomeo Salvestrini.

Sanzioni culturali alla Russia, l’opinione di Eike Schmidt

Nel suo intervento il direttore degli Uffizi fa riferimento anche alla proposta di eliminare la statua dedicata a Fedor Dostoevskij, che si trova nel parco delle Cascine, a Firenze, donata dall’ambasciata russa lo scorso dicembre, in occasione del 200mo anniversario della nascita dell’autore. “Richieste come abbattere statue di autori russi, non mandare per punizione opere in Russia per dieci anni, oppure chiudere il museo delle icone russe di Palazzo Pitti – ha affermato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – Al contrario, qui alle Gallerie degli Uffizi valorizziamo le testimonianze dei contatti culturali e pacifici nella speranza di poterli riprendere in futuro. La cultura deve essere la prima ad attivarsi ancora prima dell’economia. E speriamo che le tante grida per la pace che si innalzano da ogni parte del mondo abbiano effetto”.

No alla guerra

Il direttore degli Uffici ha comunque confermato che il suo polo museale si sta allineando a quelle che sono oggi le disposizioni internazionali. “Nel momento in cui esistono degli embarghi economici e sono interrotti i collegamenti aerei ed è chiaro che anche gli scambi culturali sono interrotti. È stata anche decisa una sospensione di tutte le collaborazioni con le istituzioni russe da Roma, quindi noi come museo statale ovviamente in questo ci inseriamo”. Nel corso del suo intervento, Schimidt ha ribadito la posizione degli Uffizi, contrari al conflitto che si sta tenendo da giorni in Ucraina. “Nel giorno stesso in cui sono iniziate azioni di guerra il museo ha subito pubblicato sui social l’immagine delle Conseguenze della guerra di Paul Rubens uno dei capolavori contro la guerra, quello più potente di cui noi siamo custodi. A quest’opera e all’argomento abbiamo anche dedicato una lezione trasmessa in diretta online”.

 

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