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Il murales

Sant’Ambrogio, un grande Murales a Milano per omaggiare il patrono

Il murales dedicato a Sant'Ambrogio è firmato dall’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri. Un'opera che vuole essere nello stesso tempo un omaggio alla città, al lavoro, alla natura

Un murales dedicato a Sant’Ambrogio. Uno stop e un respiro. Lo stop dell’uomo e il respiro della Terra. Facile a dirsi: l’uomo si è fermato per mesi, le auto sono rimaste nei garage, gli aerei non hanno volato; e il pianeta ha ringraziato, ha respirato a pieni polmoni, ha immagazzinato energia. Il pianeta si è ripreso gli spazi, come un Blob virtuoso che è arrivato ovunque.

L’omaggio a Sant’Ambrogio e a Milano

Tra i tanti esseri che rischiavano di scomparire e che si sono ripresi lo spazio, ci sono le api. Piccole, leggere, bizzose, snervanti, ma splendide nella loro infallibile compattezza. C’è un uomo che le cura, le ama, le tratta, si chiama Michele Bonfoco e la sua azienda, Apiamo, è nel Parco del Ticino Pavese. Il suo viso, che racconta vita all’aria aperta, è stato scelto dal pittore Igor Scalisi Palminteri per la personificazione di Sant’Ambrogio, che appare sulla facciata di un palazzo di corso XXII marzo, a Milano. Un murale che vuole essere nello stesso tempo un omaggio alla città, al lavoro, alla natura. Alla città che combatte il Covid, al lavoro dei milanesi, alla natura che sta riprendendo il suo spazio, anche qui, tra edifici, strade e palazzi metropolitani.

Murales dedicato a Falcone e Borsellino all'istituto Nautico di Palermo

Murales dedicato a Falcone e Borsellino all’istituto Nautico di Palermo

Un’iniziativa già programmata da tempo, ma che all’indomani del vile gesto assume un significato forte e preciso. L’immagine diventa virale sui social

Raccontare uno spazio sacro

“Questo muro esula da ciò che faccio di solito: io, uomo di periferia, oggi lavoro nel centro della metropoli, sulla parete di un palazzo elegante – interviene Igor Scalisi Palminteri –. Ma mi chiedo cosa sia, oggi, una periferia. Può anche essere un luogo centrale in cui si vive ai margini dell’amore, dell’attenzione dovuta agli altri. Qui si ha bisogno di questa edicola votiva, gonfia di una religiosità naturale che ti fa alzare gli occhi quando sei in difficoltà. Sant’Ambrogio e le api diventano così solo un pretesto per raccontare uno spazio sacro. Nell’alveare ogni ape sa quale sia il suo posto; alla base della vita di ognuno di noi c’è un compito da svolgere: quello dell’accoglienza e dell’amore nei confronti degli altri”.

L’immagine scelta per il murales è un’anticipazione di un progetto pubblico, più ampio e variegato, che prenderà corpo a Milano nei prossimi mesi, dal titolo “La Campana di Sant’Ambrogio”. 

L’artista

Igor Scalisi Palminteri è un artista palermitano da sempre impegnato nel sociale, già molto conosciuto in Italia e in altre città europee: suoi murales sono spuntati su parecchi muri di diverse città, dal centro storico alle periferie. Tra i più famosi: “San Benedetto Il Moro”, “La Santa Morte”, “Viva Santa Rosalia”, “Sangu e latti”, “Help”. Ultima in ordine di tempo “Io sono te”, opera nata per il progetto internazionale “OneVoice” su un palazzo del quartiere dimenticato di Palermo, Sperone, a pochi metri di distanza da una scuola vandalizzata durante il lockdown. Murales di grande impatto visivo, certo, ma che raccontano altro. Spesso il disagio sociale dei luoghi o dei tempi, di frequente personaggi iconografici legati ai siti, riletti in una chiave anche anacronistica, ironica, ma mai disturbante. Scalisi Palminteri preferisce far pensare piuttosto che gridare: artista erudito, elegante, si concentra spesso sul Sacro e sulle Scritture, da cui trae spunti per opere d’arte contemporanee. 

Il murales

Quando è giunto l’invito per questo Sant’Ambrogio, l’artista ha studiato a lungo e ha trovato una chiave di lettura per la rappresentazione del patrono di Milano. Punta sulle api, piccole, laboriose, simbolo di fattività, di voglia di andare avanti, di riprendersi. Sant’Ambrogio patrono dei milanesi, delle api, dei gabbiani (liberi, bellissimi) e delle start up, è raffigurato con la protezione dell’apicoltore lombardo, la mani aperte in un gesto di accoglienza, delle api certo, ma anche del mondo. L’artista palermitano ha reso il santo familiare, leggero, un uomo tangibile, spogliandolo della pesantezza della carica, ma regalandogli una bontà innata che traspare dagli occhi. L’intento di Igor Scalisi Palminteri è di leggere il Sacro nei nostri tempi, di produrre una sorta di corto circuito che avvicina i santi e tutto il Sacro al comune, destrutturandone la devozione e riaffermandola allo stesso tempo come un fenomeno figlio dei nostri giorni. I santi non sono più depositari lontani della Dottrina, ma uomini del nostro tempo appartenenti alla cultura più accessibile.

 

 

 

 

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