Saint Moritz, il quadro di Tamara de Lempicka che raffigura il lato glamour dell’inverno

18 Gennaio 2026

Analizziamo l'opera e scopriamo quanto sia strettamente connessa ai temi della modernità, dell’élite sociale e della nuova donna del Novecento.

Saint Moritz, il quadro di Tamara de Lempicka che raffigura il lato glamour dell'inverno

Tamara de Lempicka racconta a suo modo e con molta originalità l’inverno in “Saint Moritz”, una tela del 1929 oggi conservata al Musée des Beaux Arts d’Orléans. Analizziamo l’opera e scopriamo quanto sia strettamente connessa ai temi della modernità, dell’élite sociale e della nuova donna del Novecento.

“Saint Moritz” di Tamara de Lempicka

Nel quadro, una figura femminile domina la composizione: è sofisticata, sicura di sé, vestita con abiti alla moda e caratterizzata da linee nette e volumi scultorei. Il volto, levigato e quasi marmoreo, è costruito con chiaroscuri decisi che ne accentuano la forza plastica. Lo sguardo è freddo, distante, tipico delle donne dell’artista polacca simboli di indipendenza, lusso e controllo: è il manifesto della nuova femminilità d’inizio secolo, bella e raffinata, la donna degli anni Venti rivendicava il suo nuovo ruolo nella società, anche cimentandosi nello sport, attività fino ad allora riservata quasi esclusivamente agli uomini.

Qui però la donna non è ritratta sulle piste da sci, o mentre compie lo sforzo fisico, ma in posa, come se si trattasse di una pubblicità. L’attenzione dell’artista è tutta volta ad esaltare il lato glamour della protagonista: il taglio dei capelli a carré molto corto, secondo i dettami più in voga del tempo, e un abbigliamento sofisticato, sportivo ma elegante al tempo stesso; guanti di daino, maglione a collo alto rosso con risvolti bianchi, entrambi firmati dallo stilista Jean Patou.

L’uso dei colori è molto raffinato: verdi freddi, bianchi, grigi e tonalità metalliche contribuiscono a creare un senso di eleganza glaciale e modernità; anche la luce è artificiale, pulita, priva di morbidezze impressioniste, in sintonia con l’estetica razionale e urbana dell’Art Déco.
Saint Moritz , la meta più esclusiva.

L’atmosfera tipica di Saint Moritz

Lo sfondo richiama l’atmosfera alpina e mondana di Saint Moritz, celebre località svizzera frequentata dall’alta società europea. Le montagne e l’ambiente invernale non sono descritti in modo naturalistico, ma stilizzati, quasi a diventare elementi geometrici che dialogano con la figura umana.

Conosciuta fin dai tempi degli antichi Romani per le proprietà terapeutiche delle sue acque e la salubrità della sua aria, Saint Moritz, località svizzera nel Cantone dei Grigioni, situata in una conca dell’Alta Engandina fu una delle prime cittadine ad investire nel turismo invernale. Nell’estate del 1896 infatti Johannes Badrutt, proprietario dell’Hotel Engadiner Kulm, fece una scommessa con degli inglesi che soggiornavano presso la sua struttura: avrebbe aperto il suo albergo anche in inverno, proponendo ai suoi ospiti una permanenza gratuita se non fossero stati soddisfatti e la scommessa fu vinta.

Era nato così il turismo invernale e Saint Moritz venne eletta la regina delle nevi: il paesino alpino si trasformò in breve tempo in una meta ambitissima, in grado di accogliere e soddisfare il pubblico più esigente. Piste di pattinaggio, slittino, curling e sci si affiancavano a sfarzose strutture ricettive: il trionfo dello chic ad alta quota. Nel contesto della rappresentazione dell’artista polacca Saint Moritz non è solo un ritratto o una scena ambientata, ma diventa una celebrazione dello stile di vita elitario e del progresso del primo Novecento.

La celebrazione della modernità e del lusso

La simbologia di Saint Moritz di Tamara de Lempicka è strettamente connessa ai temi della modernità, dell’élite sociale e della nuova donna del Novecento. Ogni elemento del dipinto contribuisce a costruire un significato che va oltre la semplice rappresentazione. La donna è il fulcro simbolico dell’opera: autonoma, sicura, elegante e consapevole del proprio potere.

Il suo atteggiamento distaccato e lo sguardo fermo simboleggiano controllo, razionalità e superiorità sociale, in contrasto con l’immagine tradizionale femminile più emotiva o sottomessa. Gli abiti raffinati e alla moda sono simboli di lusso, successo e appartenenza all’alta società. In Lempicka la moda diventa così linguaggio visivo del potere: vestire bene significa affermare la propria identità e il proprio status. La località alpina non è solo uno sfondo geografico, ma un simbolo di mondanità internazionale, il mondo privilegiato tra le due guerre, fatto di viaggi, sport invernali e vita cosmopolita.

Il paesaggio è freddo e stilizzato e la natura non è accogliente, ma controllata e geometrica, simboleggiando distacco emotivo, rigore e forza. L’assenza di pennellate visibili rafforza l’idea di perfezione, artificio e costruzione consapevole dell’immagine. L’espressione fredda e quasi scultorea richiama una simbologia di autonomia e autosufficienza, ma anche di isolamento: il prezzo della modernità e del successo può essere la distanza dagli altri.

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