Prado al cinema, l’arte e la società spagnola in sala per 3 giorni

Il Prado è uno dei più importanti musei al mondo, ed ora è protagonista del film a lui dedicato con partecipazione del Premio Oscar Jeremy Irons
Prado al cinema, l'arte e la società spagnola in sala per 3 giorni

MILANO – Madrid, capitale spagnola e ogni anno meta battuta da milioni di turisti, ospita nel cuore della città uno dei musei più importanti al mondo: il Prado. Ed è proprio questo museo il protagonista del nuovo film intitolato “Il Museo del Prado. La Corte delle Meraviglie”, nelle sale il 15, 16 e il 17 marzo realizzato con la collaborazione del Premio Oscar Jeremy Irons (registra de “La casa degli spiriti”). La Grande Arte al Cinema rinnova così il suo appuntamento e sta volta lo fa andando alla scoperta non solo di opere e di artisti, ma anche della società spagnola. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Sei secoli di arte

Quando sentiamo parlare del Prado di Madrid, dobbiamo pensare ad uno dei musei d’arte più importanti al mondo, un luogo con 1700 opere esposte e un tesoro di altre 7000 conservate. Una collezione che racconta le vicende di re, regine, dinastie, guerre, sconfitte e vittorie, ma anche la storia di sentimenti e di emozioni degli uomini e delle donne lei cui vite sono intrecciate a quella del museo. Il 2019 celebra proprio il duecentesimo anniversario del Prado, e raccontarne la storia dal giorno della sua “fondazione” (19 novembre 1819) significa percorrere non solo questi ultimi 200 anni, ma almeno sei secoli di storia, perché la vita della collezione di questo grande museo ha inizio con la nascita della Spagna come nazione e con il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia; un’unione che sancisce l’avvio del grande impero spagnolo.

3maggio1808_Goya

Il Prado al cinema

I protagonisti de “Il Museo del Prado. La Corte delle Meraviglie” sono i suoi capolavori, i grandi maestri che li hanno realizzati e le teste coronate che li hanno raccolti. È questo il fil rouge che si snoda nel nuovo docu-film scritto da Sabina Fedeli e diretto da Valeria Parisi, una produzione 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con il Museo del Prado, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e con la partecipazione di SKY Arte. Il nuovo appuntamento del progetto della Grande Arte al Cinema è in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni dal 15, al 17 aprile, e vede, tra l’altro, una novità d’eccezione: la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons (registra de “La casa degli spiriti”), che guiderà gli spettatori alla scoperta di un patrimonio di bellezza e di arte che parte dal Salon de Reinos, un’architettura volutamente spoglia che si anima di vita, luci, proiezioni, riportando il visitatore al glorioso passato della monarchia spagnola e al Siglo de Oro quando alle pareti erano appesi molti dei capolavori oggi invece esposti. Ai tempi dei reali di Spagna in questo spazio si danzava, si svolgevano feste e spettacoli teatrali; questo era uno dei cuori pulsanti di Madrid e dell’intera Spagna, così come lo furono il Barrio de las Letras, dove abitavano scrittori e artisti del Siglo de Oro, e nel Novecento, la Residencia de Estudiantes, dove si incontravano gli intellettuali della Generazione del ‘27, da Buñuel a Lorca sino a Dalí.

La Gloria_Tiziano

La società tramite l’arte

I dipinti del Prado riflettono un’epopea unica nel suo genere: raccontano vicende pubbliche, dinastie, guerre, coalizioni, questioni private di re, cavalieri e dame, tutti con le loro vite, le loro verità, i loro messaggi. È la storia di un’epoca di grande mecenatismo, di amore dei monarchi spagnoli per i grandi maestri, come Goya, presente al Prado con un corpus di oltre novecento opere. L’arte di Goya ha influenzato molti artisti moderni; come nel caso di 3 maggio 1808, dipinto che narra l’effetto della rivolta degli spagnoli contro l’esercito francese, l’opera diventerà simbolo di tutte le guerre e ispirerà Picasso per la sua Guernica. Come Picasso, anche Dalì e Garcia Lorca rimasero ammaliati dal museo. Un’arte quella del Prado che illumina il presente e che ci interroga su cos’è oggi il museo e che cosa continuerà a rappresentare per le generazioni future questo luogo così vivo, che è stato all’epoca un faro per tutti gli spagnoli nei momenti bui della dittatura ed una patria a cui tornare per artisti e intellettuali in esilio. L’obiettivo delle autrici è stato dunque quello di raccontare non solo la bellezza e il fascino delle collezioni del museo ma anche quanto attuali siano i temi trattati dalle opere esposte, capaci di narrare quella società coi suoi ideali, i suoi pregiudizi, i vizi, con le nuove concezioni, le scoperte scientifiche, le mode.

Carlo-V_Tiziano.

Capolavori di un intero continente

Un patrimonio universale quello del Prado che comprende non soltanto le opere di Vélazquez, Rubens, Tiziano, Mantegna, Bosch, Goya, El Greco, ma anche l’Escorial, Pantheon dei reali, il Palazzo Reale di Madrid, il Convento de Las Descalzas Reales, il Salon de Reinos. La nascita del Museo del Prado è una storia avvincente. Nel 1785 Carlo III di Borbone, incaricò l’architetto di corte Juan de Villanueva di disegnare un edificio per ospitare il Gabinete de Historia Natural. Non lo diventerà mai. L’edificio verrà infatti trasformato nel Museo che oggi conosciamo. Camminare in questo luogo di bellezza, significa lasciarsi stupire rimanere estasiati di fronte a capolavori come La Deposizione del fiammingo Van der Weyden, l’Adamo ed Eva di Tiziano, le Pitture nere dell’ultimo Goya, Les Meninas di Vélasquez, le figure ritorte, allungate, fuori dagli schemi di El Greco, Il giardino delle delizie di Bosch, l’opera della fiamminga Clara Peters che rivendica il ruolo femminile dell’arte. Tutti capolavori straordinari che raccontano la storia della Spagna e di un intero continente.

Clara Peeters, Stilleven met kazen, brood en drinkgerei, c.1615 Paneel, 34,5 x 49 cm

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