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Vaccino anti influenza, a Milano il museo si trasforma in ospedale

A Milano il vaccino entra in un luogo di cultura grazie a un’inedita partnership siglata tra il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’Ospedale San Giuseppe del Gruppo MultiMedica.
Vaccino anti influenza, a Milano il museo si trasforma in ospedale

Una sala del museo trasformata in ambulatorio per i vaccini antinfluenzali. A Milano il vaccino entra in un luogo di cultura grazie a un’inedita partnership siglata tra il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’Ospedale San Giuseppe del Gruppo MultiMedica. Da martedì 3 novembre a giovedì 10 dicembre la Sala Biancamano del Museo ospiterà 4 postazioni allestite dal San Giuseppe. Qui, su prenotazione e a pagamento, potranno fare il vaccino contro l’influenza i maggiorenni che non hanno diritto a quello gratuitosi.

Il vaccino antinfluenzale al museo

Per la prima volta l’ospedale entra all’interno degli spazi del Museo della Scienza e della tecnologia per rispondere alle esigenze di salute dei cittadini in un momento critico per l’emergenza coronavirus. Questo per consentire anche alle categorie non coperte dalla campagna vaccinale gratuita offerta da Regione Lombardia di sottoporsi, se interessate, alla profilassi antinfluenzale.

Come prenotare il vaccino

Sarà possibile prenotare il vaccino, al costo di 60 euro, attraverso il call center MultiMedica 02.99.96.19.99 oppure online sul sito. Il presidio temporaneo sarà strutturato per somministrare almeno 600 dosi al giorno del vaccino quadrivalente, nel rispetto del distanziamento sociale grazie all’ampio spazio a disposizione.

Il precedente

Non è la prima volta che la sala messa a disposizione si trasforma in ospedale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la nave costruita per trasportare oltre 2mila passeggeri fu utilizzata per il trasporto truppe e come ospedale militare. Dopo il conflitto venne completamente rimodernata, tornando a navigare col nome originario per poi arrivare al museo. 

Photocredits: Pagina Facebook museo

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