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L'opera

Il murale di Borsellino a Palermo completa la Porta dei Giganti

Un nuovo murale per Paolo Borsellino di fronte a quello per Giovanni Falcone nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio

Ricorre oggi l’anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo in cui morirono Paolo Borsellino e la sua scorta. In occasione di questa giornata è stato portato a termine il maxi murale in memoria del magistrato, proprio di fronte a quello dedicato al collega e amico Giovanni Falcone, completando così la Porta dei Giganti, opera di Andrea Buglisi.

La Porta dei Giganti, i murales di Falcone e Borsellino

La porta dei Giganti è un’opera, un dittico, voluto dalla Fondazione Giovanni Falcone e realizzato dall’artista Andrea Buglisi che si stagliano sull’aula bunker di l’Ucciardone dove venne eseguito il maxi processo a Cosa Nostra. I due giganti si trovano uno di fronte all’altro, proteggono e osservano la città dall’alto. Il promo ad essere stato eseguito fu quello di Giovanni Falcone, ultimato proprio il 23 maggio scorso in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, quello del collega e amico Paolo Borsellino, invece, è stato completato oggi per ricordare un altro drammatico momento della storia del nostro paese, ovvero la strage di via D’Amelio in cui rimasero uccisi Borsellino e la sua scorta.

Il commento di Andrea Buglisi

È la porta della nuova Palermo — dice Buglisi, 47 anni, apprezzato “designer urbano” e insegnante di pittura in un liceo artistico —. Falcone e Borsellino guardano dall’alto la città dell’abusivismo edilizio che loro hanno combattuto. Soprattutto, i murales sorgono a pochi passi dall’aula bunker: quei magistrati persero molte battaglie, ma lì ne vinsero una importante».

 

Il significato dietro all’opera

I volti dei magistrati, grandi trenta metri, sono caratterizzati da due diversi colori. La metà alta dell’opera è di colore verde per richiamare la tonalità dei vetri blindati dell’aula bunker, come ci spiega lo stesso Buglisi «Ricorda i vetri blindati dell’aula bunker, è anche il colore delle loro vite blindate, scortate, rinchiuse. Ed è il colore di quella zona di Palermo, ricca di alberi». La parte bassa, invece, è color seppia. «È l’altro riferimento a cui mi sono ispirato — continua Andrea —. I colori degli spaghetti-western: vedo Falcone e Borsellino come due eroi nel far west palermitano. Avevo 18 anni nel ‘92 e la mia città era questo: si sparava tutti i giorni».

L’iniziativa 

L’obiettivo dell’iniziativa di design sociale, curata da Alessandro de Lisi, nell’ambito della quale i murales sono stati realizzati, d’altronde, era quello di integrarsi nella città, di dare all’arte non solo un valore simbolico, evitando nel frattempo la retorica della memoria.

 

Photo Credit: Andrea Buglisi

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