In mostra a Malaga i sogni onirici di Federico Fellini

Il mondo di Federico Fellini arriva al Museo Picasso Málaga in una selezione di disegni, film, fotografie e altri documenti appartenenti al regista italiano
In mostra a Malaga i sogni onirici di Federico Fellini

MILANO – Era il 1962 quando il grande regista italiano iniziò ad appuntare su un quaderno una sorta di antonologia onirica, in cui disegnava e scriveva quello che aveva sognato, su richiesta del suo psicanalista Ernst Bernhard. Visioni oniriche in cui a comparire era soprattutto Pablo Picasso. La prima risale a quel 1962 e figura nel “Libro dei sogni”, il diario antologico delle surreali immagini notturne di personaggi e suggestini. Ad essere raffigurati erano il regista, Giulietta Masina e Picasso in ciabatte e pantaloncini, seduti attorno a una tavola, nella coloratissima cucina di Picasso. Ogni sogno con protagonista il pittore, corrispondeva alle fasi di crisi artistiche di Fellini. E’ da queste visioni oniriche, dunque, che prende spunto la mostra “And Fellini dreamed of Picasso”, allestita al Museo Picasso a Malaga dal 12 Febbraio al 13 Maggio 2018.

Libertà e creazione

Il mondo di Federico Fellini arriva al Museo Picasso Málaga in una selezione di disegni, film, fotografie e altri documenti appartenenti al regista italiano che, insieme a dipinti, sculture e disegni di Pablo Picasso, evidenziano le sensibilità e le ossessioni che sono state condivise da questi due icone del secolo. Affrontano dilemmi come la sessualità, l’esaltazione della vita, l’esuberanza e la metamorfosi, a volte presentati in maniera unica. Il viaggio della mostra inizia con il “Libro dei sogni”, poi continua lungo la Via Margutta, a Roma, dove entrambi gli uomini vissero in momenti diversi della loro vita e dove furono avvicinati all’antichità classica e si forgiarono con immagini di resti greci e romani. come riferimento alla potente presenza delle donne nel lavoro di entrambi gli artisti, inizia un viaggio onirico in cui le donne sono rappresentate come figure divine, che sono al tempo stesso terribili e sublimi, delicatamente sensuali e profondamente carnali, temperamentali e serene. Per Fellini e Picasso, il circo era un altro regno che serviva da ispirazione e interazione con la cultura popolare.

Luce e creazione

Per Fellini il cinema era stettamente legato alla pittura, poiché nessuno dei due può esistere senza l’altro. Per tutta la sua vita, Fellini ha preso appunti sul mondo che lo circondava, con disegni grotteschi ai quali a volte aggiungerebbe commenti. Anche se da giovane si era guadagnato da vivere come illustratore e caricaturista, era il cinema che doveva diventare la sua tecnica per l’espressione artistica. In diverse occasioni, Fellini ha confessato il suo desiderio di rendere il cinema una sorta di pittura, a modo suo  e infatti i suoi film sono composti da episodi che possono certamente essere descritti come pittorici. Il cinema sembra aver fatto parte anche della vita di Picasso riscontrando una certa influenza sulla sua pittura. Fu nel sud della Francia, e non prima del 1950, che Picasso sperimentò il film. Con Frédéric Rossif ha co-diretto La Mort de Charlotte Corday, in cui ha usato ceramiche e sculture e realizzato disegni sui suoi attori. Il film non è mai stato mostrato in commercio, anche se è stato proiettato al Festival di Antibes.

 

 

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