Una mostra per celebrare il contributo delle donne alla storia artistica e civile del Paese, mettendo in dialogo opere di straordinarie protagoniste dell’arte con le vicende delle Madri Costituenti che 80 anni fa contribuirono alla stesura della Costituzione Italiana. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, vi consigliamo la mostra “Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti”, inaugurata a Palazzo Madama e promossa dal Senato della Repubblica Italiana insieme al Ministero della Cultura
L’esposizione, che si inserisce nelle iniziative dedicate all’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana, resterà aperta fino al 7 giugno 2026 e vuole mettere in dialogo le opere di alcune tra le più importanti artiste europee tra il Quattrocento e l’Ottocento con la storia delle ventuno Madri Costituenti che parteciparono ai lavori dell’Assemblea Costituente nel 1946.
La presenza femminile nel mondo dell’arte
Il percorso espositivo prende avvio dal XV secolo, periodo in cui solo poche donne riuscivano a intraprendere una carriera artistica in un contesto ancora fortemente dominato dagli uomini. Spesso si trattava di figlie di pittori o di mercanti d’arte, che apprendevano il mestiere all’interno dell’ambiente familiare, poiché l’accesso alle accademie e alla formazione ufficiale era ancora generalmente riservato agli uomini.
Tra il XV secolo e l’Ottocento, furono infatti pochissime le donne che poterono esercitare il mestiere di miniatrici, pittrici o scultrici. In larga parte si trattava di figlie di pittori o di mercanti d’arte, poiché i percorsi formativi erano per lo più riservati agli uomini. Per questa ragione, l’apprendimento del mestiere avveniva spesso all’interno dell’ambiente familiare.
E anche quando raggiungevano una piena professionalità, molte artiste dovevano necessariamente affidarsi alla mediazione di figure maschili – padri, fratelli o mariti – per ottenere commissioni e rapportarsi con la committenza. Nonostante queste difficoltà, le artiste del tempo riuscirono a costruire linguaggi espressivi originali e riconoscibili, conquistando progressivamente l’apprezzamento di collezionisti e mecenati.
Tra le protagoniste della mostra figurano artiste di grande rilievo come Properzia de’ Rossi, Plautilla Nelli, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Rosalba Carriera, Angelica Kauffman ed Élisabeth Vigée Le Brun. Le loro opere testimoniano la capacità di affrontare temi legati alla rappresentazione del mondo femminile, raffigurando sante, sovrane ed eroine, spesso attraverso il linguaggio dell’autoritratto.
Nonostante fossero frequentemente escluse dalle grandi commissioni pubbliche – come pale d’altare monumentali o cicli ad affresco – con il pretesto che non avessero studiato l’anatomia maschile dal vero, molte di loro riuscirono comunque a conquistare spazi di libertà creativa e a lasciare un segno duraturo nella storia dell’arte. Anche grazie all’opera delle artiste, infatti, la presenza femminile ha progressivamente trovato spazio nella costruzione della vita pubblica.
Il ruolo delle Madri Costituenti
Accanto al percorso artistico, la mostra dedica così uno spazio alle ventuno Madri Costituenti, le donne elette il 2 giugno 1946 all’Assemblea Costituente, tra cui figure come Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin e Teresa Noce. Il loro contributo fu fondamentale nel processo di elaborazione della Costituzione italiana e rappresentò un passaggio decisivo nella conquista di un ruolo attivo delle donne nella vita politica e istituzionale del Paese.
La loro vicenda professionale rappresenta uno dei percorsi che, nel lungo periodo, hanno favorito il cammino dell’emancipazione femminile e il riconoscimento pubblico del talento delle donne. Attraverso il dialogo tra arte e storia civile, l’esposizione invita a riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalle donne nel corso dei secoli e incoraggia a proseguire nel lavoro di ricerca, studio e valorizzazione della loro presenza nella storia nazionale.
La mostra si configura dunque come un omaggio alla creatività, alla determinazione e al coraggio di donne che, in ambiti diversi ma complementari, hanno contribuito alla costruzione della cultura e della democrazia italiana , perché, come recita il logo ideato dal Senato della Repubblica, “l’Italia è donna”.
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