Dadaismo

Marcel Duchamp, il sovversivo e provocatorio inventore del Ready-Made

Se oggi possiamo esiste l'arte concettuale, possiamo dire grazie a Marcel Duchamp, leader del Dadaismo e inventore del Ready-Made
Marcel Duchamp, il sovversivo e provocatorio inventore del Ready-Made

MILANO – Provocatorio e dirompente. Queste due parole descrivono appieno il genio del Dadaismo, Marcel Duchamp.

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Marcel Duchamp: dall’impressionismo al Ready-Made

Nato in Francia il 28 luglio 1887, nella bellissima Blainville-Crevon, Marcel Duchamp già dall’età di 15 anni prende in mano pennello e colori e inizia a dipingere delle tele di stampo impressionista. Nel corso del tempo, Duchamp cambia diversi stili pittorici passando dall’impressionismo di Édouard Manet, al post impressionismo di Paul Cézanne, per giungere poi all’intimismo di Bonnard e Vuillard finendo con il Fauvismo di Henri Matisse.

 

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Questa sua fase di sperimentazione e di ricerca pittorica termina quando tra il 1911 e il 1912 realizza l’opera intitolata Nu descendant un escalier nº2; un quadro tanto innovato quanto provocatorio, dal tono cubista e allo stesso tempo futurista, che desta scandalo persino all’Armory Show di New York del 1913, segnando la deriva delle possibilità esplorative della pittura e aprendo la stagione di un nuovo modo di concepire l’arte originando il sovversivo Ready-Made, letteralmente “già fatto“.

 

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Il Dada e le opere iconiche

Il Dadaismo, o semplicemente Dada, farà tesoro della tecnica del Ready-Made inventata da Duchamp e la renderà l’elemento più sovversivo del movimento. In questo periodo nascono opere iconiche come Ruota di bicicletta, Fontana e L.H.O.O.Q. che diventeranno l’emblema di Duchamp e dello spirito non-sense del Dada. Anche se l’origine del movimento è al quanto ambigua così come il suo nome e nonostante questa corrente esalti il caso come fondamento principale per la realizzazione di opere, poesie, film ecc il suo senso è ben preciso: svecchiare l’arte tradizionale, essere dirompenti, sovversivi, attribuire un senso nuovo a quello che già esiste.

 

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Ecco che cosi si spiegano le 3 opere citate prima: Ruota di bicicletta altro non è che una moderna scultura: un tempo le statue erano concepite come immobili e inamovibili, mentre ora, con Ruota di bicicletta, la cosa cambia e la scultura smette di essere un oggetto elitario che esiste solo per esse contemplato e non toccato.

 

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Qui il pubblico per la prima volta può far muovere la scultura interagendo con essa. Allo stesso modo Fontana è semplicemente un vespasiano che viene elevato a status di opera d’arte suscitando scandalo in chi lo guarda; alcune teorie parlano che si possa trattare persino della raffigurazione di un utero, creando così un contrasto concettuale tra quello che di per se è un oggetto destinato all’uso maschile e quella che invece è la sua rappresentazione visiva che invece rimanda al mondo femminile.

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Ultimo esempio è il quadro più famoso, ammirato e ripreso del mondo: la Gioconda di Leonardo da Vinci. Qui Duchamp ne fa una copia stampata e le disegna dei baffi scrivendo alla base dell’opera L.H.O.O.Q. ossia Elle a chaud au cul, tradotto “Lei ha caldo al culo“. In questo modo Duchamp ha stravolto e una delle icone più significative della storia dell’arte.

La Gioconda è così universalmente nota e ammirata da tutti che sono stato molto tentato di utilizzarla per dare scandalo. Ho cercato di rendere quei baffi davvero artistici.

(Marcel Duchamp)

Dall’arte agli scacchi

Grazie a lui e al suo innovativo Ready – Made sarà ripreso anche da altri artisti del movimento, come ad esempio il celebre Man Ray. Ora grazie a Duchamp si può festeggiare la nascita dell’arte concettuale. Nel corso del tempo l’artista francese si trasformò addirittura lui stesso in un Ready-Made vestendo i panni di una donna e assumendo lo pseudonimo di Rose Sélavy. In tutto questo la pittura e la scultura non sono i suoi unici interessi. Ebbene, si cimenta anche nella fotografia sperimentale e nei lungometraggi.

Nel 1923 si dedica poi professionalmente al gioco degli scacchi e abbandona quasi completamente l’attività artistica. Sorpreso in Francia dallo scoppio della guerra, nel 1942 s’imbarca per gli Stati Uniti e si dedica soprattutto alla sua ultima grande opera, Étant donnés.

 

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Nel 1964, in occasione del cinquantesimo anniversario del primo ‘Readymade‘, in collaborazione con Arturo Schwarz, realizza un’edizione numerata e firmata dei suoi 14 più rappresentativi Ready-Mades. Solo 4 anni dopo, il 2 ottobre 1968 Marcel Duchamp si spegnerà a Neuilly-sur-Seine all’età di 81 anni.

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