anniversari artistici

Malevič, il suprematista

Malevič ha abbracciato lo sviluppo del Cubofuturismo e Suprematismo
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MILANO – Kazimir (o Kasimir) Severinovič Malevič  (Kiev, 23 febbraio 1878 – Leningrado, 15 maggio 1935) è stato un pittore russo del XX secolo, pioniere dell’astrattismo geometrico e delle avanguardie russe. Studiò all’Accademia privata di Rerberg a Mosca. Nel 1913 fondò l’avanguardia artistica chiamata Suprematismo che auspicava la supremazia assoluta della sensibilità plastica. Artista dalle molteplici sfaccettature, dopo un esordio simbolista e neoimpressionista, Malevič ha abbracciato lo sviluppo del Cubofuturismo, movimento che sintetizzava le conquiste del Cubismo francese di Braque e Picasso e del Futurismo italiano di Balla e Boccioni. Il suo è stato un percorso iniziale comune ad altri artisti russi suoi coetanei, quali Kandinskij, con cui partecipò alle prime collettive d’avanguardia.

IL SUPREMATISMO – Malevič è internazionalmente considerato parte della triade pioneristica che ha aperto le nuove strade dell’arte del XX secolo: se Picasso ha contribuito maggiormente al rinnovamento della tradizione figurativa e Duchamp di quella concettuale, Malevič è colui che ha dato vita all’egemonia della tradizione dell’arte astratta, ancor oggi determinante. La sua è stata, e continua a essere, una personalità chiave per il secolo scorso, grazie a una produzione complessa, che va oltre il solo lavoro astratto e la nascita del Suprematismo, corrente artistica fondamentale per lo sviluppo dell’arte del XX secolo. Malevič lo spiega chiaramente: “Per suprematismo intendo la supremazia della sensibilità pura nell’arte. Dal punto di vista dei suprematisti le apparenze esteriori della natura non offrono alcun interesse; solo la sensibilità è essenziale. L’oggetto in sé non significa nulla. L’arte perviene col suprematismo all’espressione pura senza rappresentazione”.

IL MANIFESTO FUTURISTA – Nel 1913 – Malevič redige, insieme ad altri artisti, il Manifesto del Primo Congresso Futurista.
A questo periodo risale lo spettacolo Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro, creata da Malevič con Michail Matjušin e Aleksej Kručënych, nella quale sono visibili i tratti distintivi del Suprematismo, con un primo accenno al Quadrato nero. Tale opera, rappresentata una sola volta nel 1913, è stata filologicamente ricomposta sui disegni originali di Malevič – presenti in mostra – sulla musica e sui testi ritrovati negli archivi, dove erano stati sepolti durante gli anni del regime, e sulle poche immagini fotografiche esistenti. A questo periodo appartengono i celebri dipinti, tutti esposti, quali Vacca e violino (1913), Ritratto perfezionato di Ivan Kljun (1913), Composizione con la Gioconda (1914) e alcuni disegni degli stessi anni messi a confronto con le tele Piccoli russi (Ucraini) (1912) di David Burljuk, Ciclista (1913) di Natalija Gončarova e altre ancora. Seguono gli anni in cui, in occasione dell’Ultima Mostra Futurista 0.10 del 1915, Malevič lancia il Suprematismo, con l’intenzione di affermare il predominio della pura sensibilità dell’arte che troverà applicazione non solo in pittura, ma anche in architettura e design, soprattutto a livello di sperimentazione e modellistica.

GLI ANNI VENTI – Gli anni Venti rappresentano un periodo di massima espansione teorica per Malevič, che abbandona “il pennello arruffato per la penna aguzza” e si dedica a scritti, appunti, disegni. È in questa decade che è concentrato il nucleo suprematista che rivela una ricerca molto più avanzata rispetto a quella che trapela dalle opere di altri colleghi. Nel 1927 Malevič si reca a Varsavia per presentare una mostra dei suoi dipinti; successivamente è a Berlino, dove le sue opere sono esposte alla Grosse Berliner Kunstausstellung. Durante la permanenza in Germania conosce Jean Arp, Kurt Schwitters, Naum Gabo e Le Corbusier, e visita il Bauhaus. Nel 1929 si tiene alla Galleria Tret’jakov di Mosca una personale di Malevič. A causa dei suoi rapporti con gli artisti tedeschi, Malevič è arrestato nel 1930 e gran parte dei suoi appunti vengono distrutti. Negli ultimi anni dipinge in maniera figurativa. Malevič muore a Leningrado il 15 maggio 1935.

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