La mostra di Jeff Koons a Firenze – Prorogata al 21 gennaio 2016

L’esposizione ha suscitato grande interesse poiché ha visto per la prima volta, dopo circa cinquecento anni dalla messa in posa dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli
Koons, l’opera “Pluto and Proserpina” lascia Firenze.
Dopo tanto dibattere la scultura dorata tornerà a casa dal suo autore, negli Stati Uniti

MILANO – La mostra  Jeff Koons in Florence è stata prorogata fino al 21 gennaio 2016. L’esposizione ha suscitato grande interesse sulla stampa nazionale e internazionale poiché ha visto per la prima volta, dopo circa cinquecento anni dalla messa in posa dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, una scultura monumentale come il Pluto and Proserpina  sull’arengario di Palazzo Vecchio. Inoltre all’interno della  Sala dei Gigli è stato collocato il sensuale Gazing Ball (Barberini Faun) creando in tal modo un interessante “dialogo” tra le opere di uno dei più controversi e acclamati artisti viventi e i capolavori senza tempo di Donatello e Michelangelo.

JEFF KOONS – L’esposizione Jeff Koons In Florence si presenta come un gioioso e raffinato gioco di citazioni e di rinvii, di contrasti e di confronti tra antico e contemporaneo, dove la superficie scintillante nasconde il senso oscuro e magico della creazione in funzione anche apotropaica. Come afferma l’artista: “La serie denominata Gazing Ball  ha alla base lo “sguardo del filosofo” che giunge alla trascendenza attraverso i sensi  per poi dirigere la nostra visione verso l’eternità tramite la pura forma e l’idea”. Gazing Ball prende il nome dalle sfere specchianti, scoperte tante volte da Koons nella casa d’infanzia in Pennsylvania: ammalianti, incantevoli oggetti ornamentali prodotti per la prima volta a Venezia nel tredicesimo secolo, divenuti poi famosi nel diciannovesimo secolo durante il regno di Ludovico II di Baviera che li usava per decorare i giardini dei suoi palazzi, quindi arrivati in Pennsylvania attraverso gli Europei. Forme affascinanti, magiche, piacevoli anche per la loro leggerezza (si tratta di sfere di vetro soffiato) e per la loro associazione con il gioco infantile. Data la loro estrema fragilità sono anche associate all’effimera durata della vita umana – così come le bolle di sapone cui spesse volte vengono associate. Ecco perché la sfera, simbolo di perfezione, spesse volte è associata al tema della malinconia, stato d’animo provocato dal confronto dell’animo umano con l’incommensurabile.

L’EVENTO – Curata da Sergio Risaliti, da una proposta di Fabrizio Moretti, la mostra è promossa dal Comune di Firenze in collaborazione con la Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze, organizzata da Mus.e con il contributo della Camera di Commercio, della Galleria Moretti (main sponsor), di ITAF – Gruppo Zelari e di David Zwirner. Un ringraziamento speciale va a Guild of the Dome Association.

 

 

 

 

 

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