Dal nulla al sogno

La mostra “Dal nulla al sogno” alla Fondazione Ferrero

La mostra "Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen” sarà ad Alba alla Fondazione Ferrero dal 27 ottobre al 25 febbraio
La mostra Dal nulla al Sogno alla Fondazione Ferrero

MILANO – La Fondazione Ferrero inaugura dal 27 ottobre la mostra dedicata al Dada e al Surrealismo dal titolo “Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen” nella quale si vogliono presentare le opere non più soltanto con un approccio museale ma come riflesso delle suggestioni surrealiste.

Una mostra diversa dalle precedenti

Curata da Marco Vallora, l’esposizione si suddivide in 10 sezioni dai titoli accattivanti come Il grado zero dell’arte Dada; Il Sogno; Eros, amour fou, trasgressione erotica; L’inconscio, il doppio, il perturbante; Arte e natura, la reinvenzione dell’uomo; Sade, Freud, Marx, muse inquietanti del vivere surreale; Esiste un’architettura surrealista? e così via.  Ci saranno opere di grande impatto, molte piuttosto riconoscibili che dialogano tra di loro in sintonia e non, proprio come il Dadaismo nichilista e il Surrealismo propositivo. Così il curatore descrive l’esposizione: “In un meditato e articolato percorso, la Fondazione propone, per il suo biennale appuntamento con la grande arte, ad ottobre, una nuova mostra di ambito internazionale, originale e diversa dalle precedenti. Perché coinvolgerà libri, poesie, riviste, pamphlets di furente polemica reciproca, spezzoni di film, frammenti di musica, legati tutti ai due movimenti, lettere e manifesti, affiancati a tele e sculture innovative e spesso di rottura, di grande suggestione e rilevanza storica”.

Il percorso

Dopo un tunnel introduttivo che accoglie e protegge i visitatori all’entrata, si trovano le opere dadaiste. Nella sezione della mostra che si riferisce al Sogno c’è una sorta di ripartenza, dopo il nichilismo dell’arte da parte dei dadaisti. Questa mostra non si avvale soltanto di opere scenografiche come il trittico di grandi dimensioni (Paesaggio con fanciulla che salta la corda, 1936), o la bocca-divano di Mae West di Salvador Dalí, ma anche di documenti rarissimi, provenienti dalla biblioteca del Museo per spiegare alcuni esiti estetici dei vari movimenti e dei sotto-gruppi, sottilmente in conflitto tra loro. Fotografie, calendari, cartoline, volumi illustrati, riviste storiche con copertine di grande impatto grafico, firmate da artisti come Duchamp, Masson, Picasso, Ernst, e anche spezzoni o fotogrammi di film sperimentali ed anticipatori, di firme come Desnos, Dulac, Buñuel, René Clair, Eggeling, Richter.

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