La pittura di un secolo

”La memoria del presente”, i capolavori del 900 italiano in mostra a Pesaro

Palazzo Mosca di Pesaro in collaborazione con Palazzo Ricci a Macerata, che ha prestato alcune importanti opere provenienti dalla propria collezione, presenta al pubblico la mostra La memoria del presente...

Ha inaugurato ieri a Palazzo Mosca di Pesaro, la mostra ”La memoria del presente”, sguardo collettivo sui capolavori che hanno fatto la storia della pittura mondiale nel corso del ‘900. Un secolo sconvolto da due conflitti mondiali e da numerosi altri avvenimenti, che ha visto nella pittura uno dei suoi medium preferiti

MILANO – Palazzo Mosca di Pesaro in collaborazione con Palazzo Ricci a Macerata, che ha prestato alcune importanti opere provenienti dalla propria collezione, presenta al pubblico la mostra ”La memoria del presente. Capolavori dal Novecento Italiano” in contemporanea col festival Popsophia in programma a luglio, sul tema della nostalgia del presente.

LA MOSTRA – Il progetto a cura di Stefano Cecchetto documenta il rivoluzionario cambiamento in Italia dal primo dopoguerra fino agli anni settanta e presenta un percorso trasversale ai diversi linguaggi espressivi mettendo in risalto l’atto creativo dell’artista quale “artefice” di una rinascita. La mostra è strutturata in due sezioni principali e si apre con il capolavoro metafisico di Giorgio de Chirico, Le Muse Inquietanti.
La prima sezione mette a fuoco le grandi innovazioni stilistiche dal primo Novecento fino agli anni del secondo conflitto mondiale: l’influenza francese de Les Italiens de Paris, la ventata del Futurismo e il suo superamento verso la riscoperta di una nuova e più personale poetica espressiva…il panorama della visione subisce una svolta e l’artista decide di rappresentare, non più quello che l’occhio vede, bensì l’analisi emozionale del proprio pensiero. La seconda sezione invece, dal Paesaggio di Osvaldo Licini al Concetto spaziale di Lucio Fontana, indaga la trasformazione dei linguaggi artistici dal secondo dopoguerra fino agli anni settanta; gli anni in cui la spinta innovativa sposta i parametri della ricerca verso territori sempre più inconsueti come i tagli di Fontana che sono un trucco filosofico, ma anche il segno chirurgico di una divisione netta tra figurazione e concettualità. Da qui prenderanno forma tutte le tesi e le antitesi che ancora oggi rappresentano il tratto distintivo della modernità.

LE OPERE PROTAGONISTE – Indiscutibili i capolavori in mostra, da Le Muse Inquietanti, emblema della pittura metafisica caratteristica di Giorgio de Chirico alla Fucilazione di Ernesto Treccani, passando per Paesaggio di Osvaldo Licini fino al Concetto Spaziale di Lucio Fontana. Esposte vi sono anche alcune opere futuriste, come i Pagliaccetti di Depero o Linee andamentali spazio di Balla; oltre che il bellissimo Ritratto di signora di Giorgio de Chirico degli anni venti, una sequenza straordinaria di opere di Filippo De Pisis, uno dei rari dipinti figurativi di Giuseppe Capogrossi del 1941 e una composizione astratta di Bice Lazzari del 1956. La mostra affianca il festival Popsophia in programma a Rocca Costanza dal 2 al 6 luglio, sul tema della “nostalgia del presente”; manifestazione giunta con successo alla quarta edizione dove la filosofia indaga il pop e il pop racconta la filosofia attraverso la parola, la musica, il cinema e, naturalmente, l’arte.

23 giugno 2013

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