Raccontare l'arte

“La danza” di Matisse e la selvaggia violenza espressiva del colore

Per celebrare la giornata del colore, analizziamo oggi una delle opere più celebri di Henri Matisse, La danza, un omaggio al colore e alla sua violenza espressiva
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Oggi, 6 maggio, è la giornata mondiale del colore. Per celebrarla, analizziamo uno dei dipinti più celebri di Henri Matisse, La danza, un omaggio al colore e alla sua violenza espressiva. 

Tre colori per un vasto pannello di danza: l’azzurro del cielo, il rosa dei corpi, il verde della collina

Henri Matisse, il maestro del colore

Henr Matisse è una delle figure chiave del Modernismo francese. Raggiunse la fama come esponente di spicco del Fauvisme. Il movimento prendeva il nome dal termine “fauves” (bestie feroci), coniato per indicare la “selvaggia” violenza espressiva del colore, caratteristica dei questi pittori. Oltre a Henri Matisse, si ricordano André Derain, Georges Braque, Raoul Dufy e Maurice Vlamimck. Nel corso della sua carriera artistica, Matisse fu influenzato dagli impressionisti Manet e Renoir, dal puntinista Seurat e dai post impressionisti Cézenne e Gauguin. Strinse, inoltre, una intensa e duratura amicizia con Pablo Picasso. 

La danza

La danza fu commissionata a Matisse dal ricco collezionista d’arte russo Sergej Sukin per la propria residenza privata. Nel dipinto, le cinque danzatrici si muovono in modo irregolare, ma armonico, secondo uno schema compositivo ovale. Le due danzatrici in primo piano non si toccano, ma si protendono l’una verso l’altra quasi a voler chiudere il cerchio del girotondo. Ne “La Danza” emerge la musicalità e la visione emozionale e vitalistica di Matisse, in cui oggetti e figure non vengono indagati, ma sentiti ed accostati armoniosamente in quella gioia di vivere cara all’artista. 

L’uso del colore

Qui si coglie la forza del segno pittorico, monocromo, che definisce il contorno delle figure. Si usano soltanto tre colori: il rosso per i corpi, il blu per lo sfondo, il verde per il terreno. Ma questa linea, invece di separare ogni figura dallo spazio, diviene parte del ritmo che caratterizza la composizione. 

 

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