Dipinti come poesie

“La colazione dei canottieri” di Renoir, perché può essere considerato un dipinto rivoluzionario

Ancora oggi, quando guardiamo questo dipinto, ci sembra di percepire il calore del sole che filtra attraverso i tendaggi, il chiacchiericcio e i profumi che arrivano dalla tavola imbandita
colazione-dei-canottieri

Risalente al 1881, La colazione dei canottieri è uno dei dipinti più celebri di Pierre-Auguste Renoir. Custodito nel primo museo d’arte moderna degli Stati Uniti, il Philips Collection of Washington, il dipinto ritrae una scena di vita quotidiana che si svolge in un piccolo villaggio lungo la Senna, dove i canottieri si ritrovano a pranzare insieme ad amici e conoscenti. In quella che appare come una semplice fotografia di un istante, si nascondono diversi riferimenti alla biografia del pittore e alla rivoluzione da lui messa in atto in campo pittorico.

Ecco, quattro cose da sapere per guardare “La colazione dei canottieri” con occhi nuovi. 

Rende immortale un momento fuggevole

Al di là delle innovazioni pittoriche, gli Impressionisti furono anche testimoni del loro tempo. Renoir amava dipingere Parigi e i parigini, i balli, gli incontri al caffè, trattando il quotidiano con la stessa dignità che la pittura dell’epoca riservava ai temi biblici, storici e mitologici. A “La colazione dei canottieri”, infatti, si riconosce il merito di aver immortalato un istante di vita quotidiana per renderlo eterno. Ancora oggi, quando osserviamo questo dipinto, ci sembra di percepire il calore del sole che filtra attraverso i tendaggi rossi del ristorante, ma anche la frescura della vegetazione intorno. Ci sembra di sentire il chiacchiericcio festoso, gli effluvi del vino e gli odori fruttati che provengono dalla tavola imbandita. Negli anni in cui nasceva la fotografia, i pittori guardavano alla realtà con l’occhio di chi vuole fermare ciò che fugge e si sofferma sulla percezione della realtà nel suo mutare. Per cui ai contorni si preferisce il colore, alle pennellate lunghe e solenni quelle rapide e brevi, all’analisi delle proporzioni lo studio della luce e dei suoi riflessi. 

È ambientato in un villaggio francese 

Questo è l’ultimo quadro che Renoir dipinge prima di partire alla volta dell’Italia e presenta le tracce di un cambiamento che sta per arrivare, fra cui, ad esempio, la scelta dell’ambientazione. Da Parigi ci spostiamo infatti in un villaggio sull’isola di Chatou, dove sorgeva il ristorante Fournaise, ritrovo dei canottieri e luogo amato e a lungo frequentato dal pittore. Costruito nel 1857 dal falegname Alphonse Fournaise, l’edificio era inizialmente adibito al noleggio delle barche. Il canottaggio stava diventando in quegli anni, uno degli sport preferiti dai parigini, ma presto il Fournaise fu ampliato a ristorante e piccolo hotel. Renoir amava trascorrere le giornate al Fournaise con la sua compagna Aline e ripagava il conto del pasto con dipinti che avessero come sfondo il locale o il paesaggio circostante.

Le persone nel dipinto sono amici di Renoir

Sono quattordici le figure che animano “La colazione dei canottieri” e, osservandoli da vicino, si scorgono visi conosciuti. Intorno alla tavola imbandita, si riuniscono amici e conoscenti del pittore, fra cui la compagna e futura moglie Aline Charigot, ritratta in primo piano mentre gioca con il cagnolino. Nella ragazza pensosa appoggiata alla balaustra si riconoscono i tratti di Alphonsine Fournaise, poi troviamo Paul Lhote con il cilindro, Charles Eprussi (sullo sfondo con la tuba), un ricco banchiere che Renoir conobbe al salotto dei Charpentier, ma anche Antonio Maggiolo, il giornalista che aveva lasciato l’Italia per cercare fortuna. Appoggiato alla balaustra anche Alphonse Fournaise, figlio del proprietario del locale, il quale veste una maglietta bianca alla marinara e un cappello di paglia. 

Impressionisti innamorati
Aline Charigot, l'amata musa di Renoir

Aline Charigot, l’amata musa di Renoir

È citato ne “Il favoloso mondo di Amelie”

Amelie: Mi piace molto questo quadro!
Raymond: È la Colazione dei canottieri, di Renoir. Ecco, ne faccio uno all’anno, da vent’anni. La cosa più dura sono gli sguardi. A volte ho l’impressione che cambino espressione apposta, ma non appena volto le spalle, eh? […] Ebbene, dopo tutti questi anni la sola persona che faccio ancora fatica a delineare è la ragazza con il bicchiere d’acqua. È al centro eppure ne è fuori.
Amelie: Forse è solo diversa dagli altri.
Raymond: Eh? In cosa?
Amelie: Non saprei …

 

 

 

© Riproduzione Riservata
Commenti