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Il personaggio

Keith Haring, le 5 opere d’arte più famose

Keith Haring fu uno dei più famosi esponenti artistici del XX secolo, nonostante la prematura scomparsa, il suo genio creativo è tutt'oggi presente

Celebriamo oggi l’anniversario dell’artista statunitense Keith Haring, nato a Reading il 4 maggio 1958 e morto a soli trentun anni a new York il 16 maggio 1990. Nonostante la prematura scomparsa, Keith Haring fu uno degli artisti più prolifici del XX secolo. I suoi graffiti, oltre a creare opere d’arte destinate a rimanere nella storia, furono anche importanti messaggi sociali. Vi proponiamo di seguito le 5 opere più importanti dell’artista.

Untitled, 1982

Profeta e seguace dell’amore in ogni sua forma, Keith Haring esplora il sentimento in molte delle sue opere. Untitled 1982, uno dei suoi primi lavori, è un dipinto ingenuo rispetto alle rappresentazioni future sessualmente esplicite, ma per l’epoca comunque controversa, rappresenta l’amore di due uomini che ballano gioiosi sotto ad un cuore rosso. L’audacia e l’intento sociale del giovane artista erano già chiari già all’inizio della sua carriera.

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Free South Africa, 1985

Una delle opere più famose ed importanti di Keith Haring è il poster Free South Africa del 1985. L’impegno sociale dell’artista si fa più esplicito e marcato. Una campagna di protesta interpretata da un artista del calibro di Haring arrivava al maggior numero di persone in modo più semplice. Una lotta, quella contro l’apartheid che durò a lungo, ma che fu vinta grazie anche all’aiuto di figure così influenti.

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Rebel with Many Causes, 1989

Rebel with Many Causes rappresenta un tema ricorrente nell’arte di Haring, ovvero il “non vedo, non sento, non parlo”. Haring voleva denunciare il disinteresse comune rispetto alle numerose problematiche sociali che investivano gli Stati Uniti e il mondo. Tra queste il problema dell’AIDS, malattia contratta dallo stesso artista che morì a soli trentun anni. L’AIDS era una piaga sociale molto diffusa in America ma di cui si parlava troppo poco.

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Tuttomondo, 1989

Keith Haring realizzò Tuttomondo a Pisa. Il murales racconta l’armonia e la pace nel mondo, visibile attraverso gli incastri tra le 30 figure che, come in un puzzle, popolano i 180 metri quadrati della parete del Convento di Sant’Antonio. L’opera fu richiesta dal Comune di Pisa e rappresenta uno splendido inno alla vita. Questa fu l’ultima opera pubblica di Haring prima di morire.

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Ignorance = fear, 1989

Un manifesto esplicito per la lotta all’AIDS e più in particolare per la lotta all’ignoranza intorno alla malattia. Con quest’opera Haring, ormai vicino alla morte, vuole denunciare il silenzio e la vergogna che vivono insieme alle persone affette dall’AIDS.

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Keith Haring

Keith Haring fu uno dei maggiori artisti pop di sempre, emblema dell’arte visuale post-pop art, si batté per numerose battaglie sociali, dalla lotta all’apartheid alla discriminazione degli omosessuali. I suoi disegni racchiudono tutti i principi fondanti della vita umana: l’amore, la morte, la vita, la paura, la pace. I suoi Radiant babies (omini che irradiano) e i Barkings dogs (cani che latrano), immersi in un flusso grafico che ha creato un linguaggio visuale inedito e inconfondibile, hanno invaso gli spazi pubblici di molte città del mondo.

Photo Credit: Keith Haring Foundation

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