A Pesaro

‘Illuminati’, la mostra “diffusa” sull’iconografia delle opere letterarie

L'evento nel centro storico di Pesaro ai Musei Civici di Palazzo Mosca, a Casa Rossini e allo Scalone Vanvitelliano
‘Illuminati’, la mostra "diffusa" sull’iconografia delle opere letterarie

MILANO – Pesaro ospita una nuova e affascinante mostra “diffusa” nel centro storico della città; per la prima volta un percorso espositivo corale che coinvolge i Musei Civici di Palazzo Mosca, Casa Rossini e lo Scalone Vanvitelliano.

‘UNA MOSTRA CHE SI FA IN TRE’ – Fino al 3 aprile 2016 le tre sedi ospitano ILLUMINATI. Immagini dalla letteratura: Bellini, Dalì e i contemporanei, a cura di Marcello Smarrelli. Una mostra trasversale rispetto alle epoche e alle aree geografiche, incentrata sul desiderio di rappresentare un assunto noto, ma spesso poco considerato e non privo di sorprese: la funzione iconografica delle opere letterarie e la loro capacità di ispirare gli artisti di tutti i tempi. Presso le collezioni è possibile ammirare pregiati volumi illustrati, alcuni dei quali, tra il Quattrocento e l’Ottocento, concessi in prestito e inseriti nel percorso espositivo.

ILLUMINATI – Il termine si riferisce alla pratica tardo antica della miniatura, che inizialmente era limitata alla decorazione in rosso delle lettere iniziali dei capitoli di un manoscritto. Un fascino che portò a creare 100 tavole incise negli anni Cinquanta, con immagini visionarie tratte dalla Divina Commedia, oltre ad alcune edizioni illustrate del poema dantesco concesse dall’Ente Olivieri; e le opere dei contemporanei Francesco Arena, Francesca Grilli e Rä di Martino, ispirate o dedicati ad altrettanti capolavori della letteratura.

OPERE DI TUTTI I TEMPI – Il percorso non poteva che partire dai Musei Civici e dal capolavoro di Giovanni Bellini l’Incoronazione della Vergine, che tra gli episodi della predella realizza una delle più celebri versioni della storia di San Giorgio che uccide il drago, così come viene riportata dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (XIII sec.). Si prosegue con una sala che riunisce importanti esempi del patrimonio, alcuni dai depositi ed esposti per l’occasione, con riferimento in particolare alle Metamorfosi di Ovidio ma anche alla Bibbia. Tra questi la Morte di Adone (1639) di Giovan Francesco Gessi ed Ercole e Onfale (1661) di Giovanni Antonio Peruzzini, a cui si aggiungerà la Caduta dei Giganti (1640-1642) di Guido Reni, di ritorno i primi di gennaio dalla mostra in corso al Louvre “Une brève histoire de l’avenir”. L’esposizione prosegue a Casa Rossini dove al secondo piano sono allestite le tavole del Purgatorio di Dalì, in pendant con alcuni pregiati volumi della Divina Commedia della collezione Olivieri. Scendendo nel piano interrato si passa all’arte contemporanea e si trova ambientata la suggestiva scultura Giuliano e Delio di Francesco Arena (Brindisi 1978); tratta dalle Lettere dal Carcere di Gramsci, l’opera traduce le ultime due lettere ai figli, interpretate come una traccia per guidare i colpi del flessibile dati sulla pietra per realizzare l’opera. Lo Scalone Vanvitelliano, architettura di per sé già significativa e simbolica accoglie infine il Paradiso di Dalì che anticipa e introduce l’ascesa a spirale dello scalone; rimasta priva di edificio dopo la guerra, la scala barocca sale verso l’ignoto e come nel sogno di Giacobbe sembra portare in paradiso (Genesi 28,10-19). In questa cornice particolarmente evocativa troviamo Terra, l’installazione sonora di Francesca Grilli (Bologna 1978) che attraverso un disco di vinile contenente frammenti di meteorite, diffonde i suoni di tre paesaggi sonori che si riferiscono a tre esagrammi tratti dal libro cinese de I Ching.

 

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