Mostra "Museo Universale"

“Il Museo Universale” riunisce le opere trafugate da Napoleone

L'esposizione "Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova" riunisce le maggiori opere d'arte italiane a duecento anni dal rientro in Italia.
"Il Museo Universale" riunisce le opere trafugate da Napoleone

MILANO- Oggi apre alle Scuderie del Quirinale l’esposizione “Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova”. Una mostra che riunisce in un unico spazio le maggiori opere d’arte italiane a duecento anni dal loro avventuroso viaggio di ritorno nella penisola. Proprio questo l’idea che muove la mostra: riunire tutte le opere trafugate dalle truppe Napoleoniche a seguito della Campagna d’Italia nell’anniversario del loro viaggio di ritorno nel 1816 organizzato da Antonio Canova.

I MUSEI COINVOLTI – Molte le opere nella mostra che determinerà l’esordio del nuovo progetto artistico che segue l’istituzione delle Scuderie del Quirinale, affidate da settembre dalla Presidenza della Repubblica al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La presenza di queste opere è simbolo di molteplici concetti che sottendono all’esposizione: non avendo una propria collezione, la mostra è stata resa possibile dalla collaborazione sinergica con le più importanti istituzioni museali italiane. Dalla Galleria degli Uffizi, che ha prestato il preziosissimo olio di Raffaello “Ritratto di papa Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rissi“, alla Pinacoteca di Bologna, col suo “La strage degli innocenti” di Reni. Ed ancora, il Duomo di Verona ha contribuito con “Assunzione della Vergine” di Tiziano, la Galleria Nazionale di Parma ha prestato i suoi “Compianto sul Cristo morto” di Correggio e “Deposizione” del Carracci, la galleria nazionale Umbra ha contribuito coll’opera del Perugino “Battista fra i quattro santi” e la Pinacoteca di Cento con “Cattedra di San Pietro” del Guercino. Dalla stessa Roma arriveranno la “Venere Capitolina” e il “Giove di Otricoli” rispettivamente dai Musei Capitolini e da quelli Vaticani.

PATRIMONIO COMUNE – Capolavori di bellezza artistica come simboli di poteri politici e imperi. I prelievi di opere avvennero su tutto il territorio nazionale, a simboleggiare quanto quantità e qualità della produzione artistica fosse una cifra comune di tutta l’Italia preunitaria. Opere d’arte come viaggiatrici, il cui ritorno in patria coincise con la nascita dei moderni spazi espositivi e conservativi ancora oggi frequentati, che a duecento anni di distanza hanno scelto nuovamente di collaborare in questo progetto comune.

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