Art déco

Il meglio dell’Art Déco italiana in mostra a Forlì

Inaugurerà l'11 febbraio, nelle sale dei Musei di San Domenico di Forlì, la mostra "Art Déco - Gli anni ruggenti in Italia"
Il meglio dell'Art Déco italiana in mostra a Forlì

MILANO – Dopo le grandi esposizioni dedicate al Novecento e al Liberty, quest’anno Forlì dedica una grande mostra all’Art Déco italiana. Il linguaggio e lo stile dell’Art Déco rivivrà in un’esposizione “Art Déco – Gli anni ruggenti in Italia“, allestita dall’11 febbraio al 18 giugno nelle sale dei Musei di San Domenico di Forlì.

GLI ANNI RUGGENTI IN ITALIA – La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, propone immagini e riletture di una serie di avvenimenti storico-culturali e di fenomeni artistici che hanno attraversato l’Europa nel periodo compreso tra il primo dopoguerra e la crisi mondiale del 1929. Il fenomeno Déco attraversò con una forza dirompente il decennio 1919-1929 con arredi, ceramiche, vetri, tessuti, bronzi, gioielli, argenti e abiti impersonando il vigore dell’alta produzione artigianale e proto industriale e contribuendo alla nascita del design e del “Made in Italy”. Proprio per questo motivo l’obiettivo dell’esposizione, curata da Valerio Terraroli con la collaborazione di Claudia Casali e Stefania Cretella, è quello di mostrare al pubblico l’originalità e l’importanza che le arti decorative moderne hanno avuto nella cultura artistica italiana.

ART DÉCO – Un linguaggio, una fascinazione, un gusto che ha caratterizzato la produzione artistica italiana ed europea degli anni Venti. L’Art Déco fu non solo uno stile artistico ma un vero e proprio stile di vita, eclettico e mondano. Sale cinematografiche, stazioni ferroviarie, teatri, palazzi pubblici, grandi residenze borghesi, tutto si “vestì” del gusto Déco. Il successo di questo stile, presente a livelli diversi in tutta la produzione di arti decorative (dagli arredi ai gioielli, dalle ceramiche agli abiti), va riconosciuto soprattutto nella ricerca di una piacevolezza di vivere messa in campo dalla borghesia europea all’inizio dei “ruggenti” anni Venti mentre la storia disegnava, tra guerre, rivoluzioni e inflazione, l’orizzonte cupo dei totalitarismi.

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