Storia dell'arte

I movimenti artistici dimenticati dalla storia

Ci sono dei movimenti artistici, non influenti quanto l'impressonismo, ma che hanno ancora una certa importanza nel loro modo di essere unici
I movimenti artistici dimenticati dalla storia

MILANO – Non c’è alcun dubbio sul fatto che l‘impressionismo abbia cambiato in modo radicale la storia dell’arte. Nato dalla sfida e da un rifiuto di tradizioni stanche, le visioni collettive di Monet e Manet, Morisot e Renoir, Pissarro e Sisley godono ancora di popolarità nell’immaginario artistico. Se ciò non fosse abbastanza chiaro, basti pensare al fatto che il nervo e la verve del movimento riuscirono ad aprire le porte ad una proliferazione vertiginosa di idee artistiche, ideali e tecniche pittoriche che hanno alterato per sempre la storia dell’arte. Con l’affermarsi dell’Impressionismo, così, molte correnti artistiche iniziarono a diffondersi affermando le proprie idee. Si crearono, così, almeno tre scuole artistiche indipendenti che emergono in tre diverse località: De Stijl nei Paesi Bassi, Productivism in Russia e Pittura Metafisica in Italia. Ecco allora, secondo una lista pubblicata da BBC-Culture, i sei movimenti d’arte di passaggio che si sono affermati da quando l’impressionismo ha cambiato la storia dell’arte.

Sintetismo (1877-1893)

Come suggerisce il loro nome, i Sintetisti erano interessati all’unità. Insoddisfatti  a tratti dall’impressionismo, si sforzavano di bilanciare sia l’aspetto dell’oggetto che l’emozione che provoca, piuttosto che privilegiare l’uno o l’altro. Il giocatore Flageolet sulla scogliera (1889), un dipinto dell’artista francese Paul Gauguin, è emblematico di questo stile. Una ragazza lascia oscillare la sua falce a tempo con le note romantiche che scendono dal flauto di un ragazzo accanto a lei sul sentiero delle sporgenze. Gauguin riesce a catturare la vertigine del giovane amore mentre allo stesso tempo rimane fedele a ogni gradazione umida della luce morente del giorno.

Tonalismo (1880-1890)

Nello stesso momento in cui i sintetisti stavano rompendo un equilibrio tra sentimenti e forme, un gruppo di artisti negli Stati Uniti, stava guadagnando il nome di Tonalisti per la loro tendenza a disegnare un velo di atmosfere di sospensione nelle loro opere. James McNeill Whistler era uno dei partecipanti della scuola e così anche George Inness, sensibile alla spiritualità, un devoto degli scritti mistici del teologo svedese Emanuel Swedenborg. Solo un sussurro di luce lunare illumina le paludi della Baia di Alessandria, New York, nella tela 1887 di Inness, Moonrise. Sotto la luce del quartiere, il paesaggio inodore attraverso il quale un barcaiolo appena visibile sembra passare da uno stato di esistenza ad un altro, si scioglie in una nebbia oscura davanti ai nostri occhi.

Purismo (1918-1925)

Gli artisti di questa corrente volevano ristabilire la rigidità geometrica degli oggetti e opporsi a quanto era diventato decorativamente di moda, ovvero il cubismo. Ozenfant e Le Corbusier, infatti, sostenevano una robusta semplicità delle forme. Nel dipinto La vita morta di Ozenfant con il bicchiere di vino rosso (1921), i puristi raffigurano la bottiglia presente sul tavolo, dando l’idea di qualcosa di solido.

Precisionismo (1920-1930)

Questa corrente artistica si sforza di consolidare le idee salienti delle scuole superiori. Acclamato come il primo movimento di arte per aver piantato radici negli Stati Uniti, il Precisionismo assorbì i principi rivalgici dei manifesti europei  nella sua evocazione dei temi americani.

Sincronismo (1910 -1920)

Un duo di artisti americani, Stanton MacDonald-Wright e Morgan Russell, cercavano di discostarsi dalle silenziose sincopazioni di colore puro. Hanno chiamato il loro progetto Sincromismo e le singole opere che lo compongono, ‘sincromie’. La Sincromia cosmica di Russell, dipinta tra il 1913 e il 1914, è caratteristica dell’ambizione del movimento per catturare le sinfonie di luminose colorazioni visive.

Letterismo (1942-)

Questo movimento artistico ha cercato di unificare le correnti dell’immagine e del linguaggio. Concepito negli anni ’40 da Isidore Isou, un espatriato rumeno a Parigi, il “Letterismo” ha intrapreso la sua campagna per cambiare il modo di sperimentare l’arte su una varietà di fronti culturali: dalla letteratura al cinema, alla grafica alla politica. I pittori arruolati nella causa forgiarono un nuovo genere di immagine che chiamavano “ipergrafie”, ovvero, una visione verbale-visiva che si basava per il suo effetto su un’erosione dei confini tra la lettura e la ricerca.

 

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